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27.10.2026

Scuola occupata, l’accusa: “Il ds ha schiaffeggiato dei ragazzi”. Lui si difende: “Aggredito per primo da incappucciati”, portato in ospedale

Sono molte le scuole superiori occupate in Italia dall’inizio di ottobre. In un liceo di Roma la situazione è degenerata: come riporta Il Corriere della Sera, ci sarebbero stati tafferugli e, secondo alcuni studenti, il dirigente scolastico avrebbe colpito fisicamente alcuni ragazzi. Lui, dal canto suo, rispedisce le accuse al mittente e, al contrario, dice di essere stato lui quello aggredito.

“Il preside ha strattonato e schiaffeggiato degli studenti che stavano cercando di esporre la motivazione dietro l’atto. La violenza del dirigente è stata riconosciuta anche dalle forze dell’ordine presenti che lo hanno allontanato, ma il preside ha continuato riprendendo studenti minorenni che stavano entrando a scuola: le famiglie si stanno mobilitando per capire cosa fare, ma molte hanno paura di denunciare”, queste le parole della rappresentante studentesca.

Il dirigente si difende parlando di ragazzi “estranei alla scuola” e sostenendo di essere stato aggredito per primo: “Stamattina sono stato informato telefonicamente del fatto che alcuni ‘studenti’ vestiti di nero con passamontagna stavano occupando scuola: appena mi hanno visto hanno scavalcato e sono andati via. Pensando che la situazione fosse tranquilla, mi sono messo di fronte al cancello principale e ho fatto in modo che gli studenti entrassero. Ma intanto sono arrivate tre persone, vestite di nero e con il viso travisato, che mi sono piombate addosso, mi sono difeso e le ho spintonate”.

“Contemporaneamente altri di questi incappucciati sono entrati nell’edificio, hanno spintonato e cacciato il personale, aggredito fisicamente un collaboratore scolastico a cui volevano sottrarrre le chiavi dell’edificio. La porta della scuola e il cancello erano bloccati, allora ho fatto aprire il cancello carrabile per farli uscire, e sono andato vicino alla porta principale chiedendo loro di permettere ai collaboratori di uscire. Siccome l’hanno negato, mentre stavano chiudendo, ho tirato la porta, mi sono beccato una serie di pugni, sono stato strattonato e spinto. Gli incappucciati sono riusciti a chiudersi dentro e solo più tardi hanno fatto uscire i collaboratori”.

Il preside ha denunciato tutto alla Procura, avendo anche, racconta, la testimonianza di docenti e amministrativi presenti. Accompagnato in ospedale, gli sono state diagnosticate delle escoriazioni con tre giorni di prognosi. “Ma io sarò domani al mio posto – ha assicurato – ho ricevuto la solidarietà del direttore generale e tanti colleghi e genitori. Ma non so se interverranno presso la sede occupata. Non ci sono motivazioni, non si capisce un’occupazione così violenta per me che ho sempre la porta aperta per risolvere i problemi. Secondo me c’è una mano esterna alla scuola”. 

“Devo chiedere lo sgombero comunque perché noi abbiamo laboratori preziosissimi. Abbiamo computer e una serie di attrezzature, acquistate molte con i fondi Pnrr, che se malauguratamente danneggiate non potremmo più ricomprare”, questo l’allarme del dirigente, ai microfoni de Il Messaggero.

Roma, la città con più occupazioni

Ma qual è la mappa delle occupazioni? La mobilitazione, partita il 5 ottobre da Torino, ha raggiunto Roma, Napoli, Firenze, Genova, Bologna e Milano e continua ad allargarsi in vista dello sciopero generale del 30 ottobre.

Nella Capitale la protesta è iniziata il 6 ottobre con il liceo Cavour, seguito da Tullio Levi Civita e Lattanzio. Nei giorni successivi sono stati occupati, tra gli altri, Newton, Plinio Seniore, Morgagni, Francesco d’Assisi, Montessori, Pirelli, Ambrosoli, Rossellini, Piaget Diaz, Vespucci e Benedetto da Norcia. Lunedì 26 ottobre è toccato a Tasso, Ripetta, Argan, Margherita di Savoia e Von Neumann, mentre nella notte il blitz ha interessato il Mamiani, oltre al Croce-Aleramo. Al Giordano Bruno un tentativo di occupazione si è concluso con l’intervento della Digos, chiamata dalla dirigente scolastica.

Torino, Napoli e il resto d’Italia

A Torino le prime occupazioni hanno riguardato il Regina Margherita e l’istituto Giulio e, secondo la stampa, gli istituti coinvolti sarebbero almeno dodici. A Napoli sono occupati Tito Lucrezio Caro, Umberto, Mercalli, Sannazaro e Genovesi. A Firenze i dirigenti hanno segnalato alle forze dell’ordine quattordici istituti occupati. Occupazioni anche a Genova (Gobetti e Calvino), a Bologna (Laura Bassi e Copernico) e a Prato, dove oggi sono stati occupati il Copernico e il Rodari. A Milano, dopo il corteo del 16 ottobre e gli scontri del giorno successivo, i fermati sarebbero stati oltre 200, quasi tutti minorenni, secondo quanto riportato dalla stampa.

Le ragioni degli studenti

Al centro della protesta ci sono le condizioni dell’edilizia scolastica, con aule definite inagibili, bagni guasti e infissi che non si chiudono. A questo si aggiungono la contestazione del decreto Scuola, in particolare del tetto alla presenza di alunni stranieri, quella del decreto Sicurezza e la richiesta di spostare risorse dalle spese militari all’istruzione. Al Rodari il dirigente ha parlato di “interruzione di pubblico servizio”. Al Mamiani, invece, il collettivo ha annunciato assemblee, un pranzo sociale e uno sportello psicologico gratuito.

Dopo la giornata di sciopero e cortei del 16 ottobre, il nuovo appuntamento è fissato per il 30.

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