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26.10.2026
Aggiornato alle 17:25

Proteste giovani, Piccolotti (Avs): “A Roma tentato fermo di studenti minorenni. Mai visto un accanimento simile”

Una volante della Polizia di Stato

Non si placano le polemiche sulle manifestazioni che in queste settimane stanno interessando numerose città italiane, e che coinvolgono anche diverse scuole. L’ultimo caso arriva da Roma dove, denuncia Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, “oggi pomeriggio le forze dell’ordine sono intervenute nella sede di via delle Isole Curzolane del Liceo Giordano Bruno, procedendo a identificare gli studenti e le studentesse all’interno, molti dei quali minorenni”.

“Solo l’intervento del nostro assessore in III Municipio Luca Blasi ha impedito che la situazione degenerasse con il trasferimento di tutti i ragazzi nei locali del commissariato”, si legge in una nota. “Siamo allarmati dalle continue segnalazioni che ci arrivano dalle scuole e presenteremo presto nuove interrogazioni a Piantedosi e al Governo affinché ci spieghino perché le forze dell’ordine intervengono con tale accanimento contro studenti minorenni che protestano nel proprio istituto“.

“Non è mai accaduto prima – a nostra memoria – che gli occupanti minorenni di una scuola venissero, dopo l’identificazione, portati in questura”, denuncia ancora Piccolotti, componente della Commissione Cultura alla Camera dei deputati. “Questi ragazzi e ragazze non sono dei criminali”, conclude la rappresentante di Alleanza Verdi e Sinistra. “Le loro ragioni vanno ascoltate, senza paternalismo e senza usare il codice penale per intimorirli e metterli a tacere. Noi siamo al loro fianco”.

“Portare via gli studenti in pattuglia per aver protestato è un atto inaccettabile che valica ogni limite”, conferma Simone Montori, coordinatore regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio. “La dirigenza del Liceo Giordano Bruno si assume la responsabilità politica e morale di aver consegnato la propria comunità studentesca alla polizia, rifiutando ogni forma di confronto. La risposta alle richieste e al disagio degli studenti non può e non deve mai essere la repressione nei corridoi”.

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