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10.10.2026

Aggressioni ai docenti, revisione dell’età pensionistica, precari: la prima giornata dell’assemblea nazionale Gilda 2026

Aggressioni ai docenti, firma del contratto FMOF, revisione dell’età pensionistica, situazione dei precari. Sono alcuni dei temi trattati nella prima giornata dell’assemblea nazionale annuale della Gilda degli Insegnanti, in corso a Rimini. Una tre giorni per fare il punto politico-sindacale – in un momento particolarmente caldo del mondo della scuola – alla presenza del coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana e di tutti i coordinatori provinciali del sindacato.

Il dibattito si è concentrato anzitutto sulle aggressioni nei confronti degli insegnanti. Per Castellana esse sono “frutto di un trentennio in cui la scuola italiana è diventata azienda e ha dovuto accontentare i suoi clienti. Nel momento in cui i ragazzi noi li chiamiamo utenti e nel momento in cui parliamo ancora di dimensionamento scolastico, è evidente che la figura del docente è debole”. Per quanto riguarda la firma del contratto FMOF, Castellana ha precisato di averlo sottoscritto “perché abbiamo ottenuto un ottimo risultato, la novità è che le risorse devono tener conto delle consistenze numeriche”.

Durante il suo intervento, il coordinatore nazionale ha parlato anche del contratto. “La scuola pubblica è il pilastro del Paese”, ha detto Castellana, “ma i suoi docenti continuano ad affrontare stipendi bloccati, burocrazia opprimente, precariato strutturale e un’età pensionabile tra le più alte d’Europa. In vista della nuova stagione contrattuale e delle prossime iniziative politiche, chiediamo una svolta radicale per restituire centralità e dignità alla professione docente”.

Inoltre, oltre ad una urgente revisione dell’età pensionistica, Castellana ha parlato di diritti. “Esigiamo nel CCNL il pieno rispetto del diritto alla disconnessione: no a comunicazioni o adempimenti fuori dall’orario di servizio. Serve inoltre assoluta trasparenza nell’assegnazione sui fondi assegnati alle scuole e su come queste vengono impiegate”.

Infine, sul precariato, il coordinatore nazionale ha dichiarato: “Il sistema scolastico italiano non può più reggere sul lavoro di oltre 200 mila precari storici che mandano avanti le scuole tra incertezze, stipendi inadeguati e azzeramento dei diritti. È ora di dire basta all’abuso del lavoro a termine, per restituire dignità e stabilità alla scuola pubblica”.

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