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Aids e gravidanze precoci, in Sudafrica il Governo punta sulla Scuola

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È La scuola l’istituzione pubblica più indicata per contrastare le gravidanze precoci e la pandemia di Aids: è questa la convinzione che prevale nel Governo del Sudafrica, che tra ha deciso di avviare al più presto dei corsi di educazione sessuale su larga scala tenuti da esperti della materia, da destinare a studenti a partire dai 10 anni di età.
La decisione è stata resa pubblica da un portavoce del ministero della Sanità, Fidel Hadebe, il quale ha spiegato che con questa iniziativa il Governo intende dare alle nuove generazioni le informazioni utili per “proteggersi delle malattie sessualmente trasmissibili come l’Aids“.
Anche in Sudafrica, che tra i Paesi africani è peraltro tra i meno poveri del Continente, ancora oggi esiste un problema di avvio dell’attività sessuale in età precoce. “Tante ragazzine – ha ammesso il portavoce del ministero della Sanità – rimangono incinte, anche a 11 o 12 anni, e contraggono malattie sessualmente trasmissibili. Dunque – ha aggiunto – c’è chiaramente un lavoro da fare“.
Scorrendo il rapporto nazionale diffuso la scorsa settimana sull’incidenza dell’Hiv tra le donne incinte nel 2010 emerge che in ulteriore aumento il numero di casi di ragazze di età compresa tra 10 e 14 anni con il virus. Inoltre ragazzi di età compresa tra 12 e 17 anni sono le principali vittime di abusi sessuali in Sudafrica, il Paese che registra il alto numero di stupri al mondo. Avviare dei corsi scolastici non risolverà di certo la piaga, ma (poiché il problema è prima di tutto culturale e legato alle scarse conoscenze) aiuterà almeno ad evitare che si allarghi ulteriormente.