Un anno e otto mesi di reclusione: è la pena chiesta dal pubblico ministero per l’influencer Alì Said, soprannominato Don Alì, imputato per l’aggressione ad un maestro della scuola primaria avvenuta a Torino lo scorso 30 ottobre: quel giorno, come riportato dalla Tecnica della Scuola, un gruppo di giovani “maranza”, guidati dall’influencer molto conosciuto sui social media, aggredì e minacciò il maestro all’uscita della scuola primaria al termine del servizio.
Lo stesso Don Alì avrebbe pubblicato proprio sui social il video dell’accaduto con il volto del maestro e quello della figlia di quattro anni che, al momento dei fatti, il maestro teneva per mano.
Gli aggressori, si vedeva nel video, avevano detto al maestro: “Ci è stato riferito che hai alzato le mani a un bambino”, indicato come un loro nipote.
Poi l’avvertimento finale: “La prossima volta agiremo in altra maniera. Non saranno più parole, ma fatti. Quelli veri”.
“Questo video è apparso in maniera violenta nella mia vita creando un disagio all’interno della mia famiglia”, ha raccontato il maestro su Rai Uno, intervistato da Bruno Vespa.
La scuola giudico l’accaduto come “un episodio increscioso”. Al termine del processo – che si è svolto con rito abbreviato – il pm ha chiesto quindi 18 mesi di pena per l’influencer e un anno di reclusione a ciascuno dei due presunti complici. Entro il 25 marzo dovrebbe arrivare la decisione del giudice.
Nel frattempo, sono aumentate le sanzioni penali verso chi attua aggressioni fisiche che comportano lesioni nei confronti di un pubblico ufficiale, quindi anche gli insegnanti: a prevederlo è l’articolo 11 del decreto Sicurezza 2026, approvato alcuni giorni fa per volontà del Governo Meloni.
Per gli atti violenti contro il personale scolastico, i violenti sono ora sanzionabili con una pena aggravata della reclusione da 2 a 5 anni, e in caso di lesioni personali gravi o gravissime, la pena sale, rispettivamente, da 4 a 10 anni e da 8 a 16 anni.
Sul fronte della prevenzione, con l’ampliamento dei reati che fanno scattare l’ammonimento del questore nei confronti dei minorenni dai 12 ai 14 anni, il dl prevede una sanzione amministrativa pecuniaria, da 200 a 1.000 euro, a carico di chi esercita la responsabilità genitoriale sul minore autore di reati legati al porto abusivo di armi o di strumenti atti ad offendere.
Nel testo approvato dalla Ragioneria e firmato dal Capo dello Stato, è inoltre confermata la stretta sulle armi da taglio, inclusi il divieto di vendita ai minori e le sanzioni amministrative per i genitori dei minori che lo violano
Il provvedimento legislativo potrà ora comunque subire delle modifiche in Parlamento, in fase di conversione di legge.