Home Politica scolastica Al via blocco degli scrutini. Si prevede alta adesione allo sciopero

Al via blocco degli scrutini. Si prevede alta adesione allo sciopero

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Anche se in alcune scuole il blocco degli scrutini è già iniziato sabato pomeriggio, nella maggioranza degli istituti della provincia partirà lunedì 8 giugno, promosso unitariamente da tutti i sindacati della scuola (tra cui la Cub).

Dai dati che ci arrivano dalle varie scuole, dove in queste settimane sono state organizzate assemblee per proseguire la mobilitazione contro il disegno di legge sulla scuola, l’adesione sarà altissima: verranno bloccati la stragrande maggioranza degli scrutini delle scuole della provincia.

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Lo scioperò si articolerà in giorni diversi nelle diverse scuole, a seconda dei calendari di ogni istituto. Gli insegnanti si sono organizzati nelle varie scuole per garantire l’assenza di almeno un insegnante per ogni scrutinio: basta infatti un solo insegnante in sciopero per far annullare lo scrutinio.

Anche se le leggi anti-sciopero degli inizi degli anni Novanta e ancora in vigore – leggi gravemente condivise anche da Cgil, Cisl, Uil e Snals – rendono difficile il blocco prolungato, gli insegnanti vogliono comunque dare un segnale forte, rimandando le operazioni di assegnazione dei voti proprio nei giorni in cui il Disegno di legge è in discussione al Senato.

In alcune scuole i dirigenti scolastici, per cercare di ostacolare lo sciopero, stanno mettendo in atto azioni illegittime: per esempio, alcuni dirigenti minacciano di convocare gli scrutini anche di domenica, cosa che è assolutamente illegale. Chiediamo a tutti gli insegnanti di segnalarci eventuali irregolarità a questo indirizzo: [email protected].

Particolarmente importante è stata, in questi giorni, la solidarietà che è arrivata dagli studenti (tra cui in particolare gli studenti di vari collettivi, come il Cas, che hanno partecipato alle nostre riunioni) e dai genitori. Pensiamo sia la dimostrazione che la difesa della scuola pubblica sta a cuore a tutti, non solo agli insegnanti ma anche agli studenti, alle famiglie, ai lavoratori di altri settori.