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Al via il nuovo anno tra le contestazioni degli studenti

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Flash mob e volantinaggi studenteschi si sono svolti l’11 settembre davanti a diversi istituti scolastici di alcune grandi città, tra cui Roma e Firenze: le iniziative, organizzate dalle associazioni degli studenti, sono finalizzate a sollecitare maggiori investimenti verso la scuola. E ciò nonostante i recenti provvedimenti approvati dal Governo, giudicati insufficienti.
Le forme protesta, sintetizzate dai contenuti di diversi striscioni esposti, rappresentano una sorta di “prologo” alla grande mobilitazione indetta tra un mese, per l’11 ottobre: la manifestazione che è già stata intitolata ‘Non c’è più tempo’.
“A Roma e in altre città, dove per molti studenti oggi è il primo giorno di scuola – ha scritto l’Unione degli Studenti – abbiamo volantinato ed informato gli studenti sui problemi irrisolti della scuola e del Paese in vista della mobilitazione che abbiamo indetto per l’11 ottobre”.
A Firenze gli studenti hanno attaccato all’entrata di scuola manifesti con lo slogan “Non c’è più tempo” con disegnata una clessidra. “Crediamo – spiegano i giovani – che non ci sia più il tempo per tergiversare ed attuare misure tampone: la scuola pubblica ha bisogno di risorse ingenti e risposte strutturali ai propri problemi. Le risorse ci sono e vanno prelevate dai grandi sprechi che il Governo continua a sostenere: dagli F-35, alle grandi opere inutili, all’evasione fiscale, parliamo di decine di miliardi di euro di risorse sperperate ai danni della nostra generazione senza futuro”. “Questa mattina – afferma Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli studenti medi – siamo davanti alle scuole di tutto il Paese, per ricominciare l’anno scolastico al fianco degli studenti italiani e ripartire dalle loro idee, dalla partecipazione, costruendo il futuro del paese a partire dalla scuola. Il nostro slogan sarà “scrivi scuola, leggi futuro” perché vogliamo chiedere al governo di ripartire dalle nostre idee per costruire un idea organica di scuola pubblica. “Il decreto legge sulla scuola approvato dal Cdm lunedì scorso è un piccolo passo ma è insufficiente. La scuola – conclude Lanni – necessita di una riforma strutturale e di investimenti importanti, necessari per rimettere in piedi il sistema d’Istruzione italiano”.
Secondo l’Uds, “il DL Istruzione non ha risolto i problemi strutturali della scuola italiana e nonostante tanti buoni propositi i finanziamenti individuati dal Governo sono totalmente insufficienti. Cento mln di euro coprono a malapena un terzo degli aventi diritto alla borsa di studio universitaria, 8 mln di euro sono poche briciole per finanziare un sistema decente di comodato d’uso per i libri di testo: vogliamo uno Statuto degli Studenti in Stage che ci tuteli durante l’alternanza scuola-lavoro, vogliamo un piano straordinario di 15 mld di euro per mettere in sicurezza le scuole, vogliamo una legge nazionale sul diritto allo studio”.