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05.12.2025

Alberto Angela: “Ai figli non bisogna mai dire quello che devono fare, il no secco crea un muro. Presenza, non regali”

Il divulgatore scientifico e paleontologo Alberto Angela, figlio del compianto Pietro, ha rilasciato una intervista a Il Corriere della Sera in cui ha parlato, ripercorrendo la sua vita e la sua carriera televisiva e no, anche di scuola e del modo in cui ha educato i suoi tre figli.

“Ai ragazzi, ai figli, non bisogna mai dire quello che devono fare. È sbagliatissimo. Fin da quando sono bambini bisogna anche spiegare i no perché il no secco crea un muro. Come dicono gli inglesi: presence, not presents, presenza, non regali”, queste le sue parole. “Io gli ho dato le cartine di interpretazione stellare, poi sta a loro andare ai confini dell’universo e fare le loro conquiste, le loro esplorazioni, le loro scoperte. Ora che sono decollati verso la loro vita, in casa è rimasto molto silenzio. Solo quando se ne vanno ti accorgi del momento incredibile che hai vissuto eppure non sapevi di viverlo. I figli sono questo: un momento di quotidianità irripetibile, ma scopri che è irripetibile quando non ci sono più. Consiglio a tutti di assaporare anche i litigi, anche i momenti meno semplici”, ha aggiunto.

Alberto Angela e il grande insegnamento del padre Piero

Angela ha cercato di fare il suo meglio, nonostante i lati negativi della sua popolarità: “Certamente la mia situazione non era facile, però io a un certo punto mi sono detto: faccio le cose come voglio farle io, come piacciono a me, poi mi giudicherete per quello. Bien faire et laisser dire, fare bene e lasciare che la gente parli, come dicono i francesi. Certo il mio cognome ha sempre creato più attenzione, più aspettativa. La soluzione è non farsi turbare da situazioni esterne alle proprie capacità”.

Ecco invece l’insegnamento che Alberto Angela ha avuto dal padre Piero: “Fare le cose in silenzio e con altissima qualità: essere disciplinati, lavorare tanto, umilmente, sempre con la testa bassa”. Poi il divulgatore ha parlato del suo ultimo libro, che riflette sulla figura di Caio Giulio Cesare: “Trovo molto bello l’insegnamento di Cesare. Molti ragazzi hanno paura del futuro, si sentono inadeguati perché viviamo in un mondo che non aiuta i giovani: Cesare ti fa capire che bisogna credere in sé stessi, che non bisogna abbattersi di fronte alle intemperie e alle difficoltà, anche se non arriva subito un buon risultato”.

Infine, ecco una battuta sul De Bello Gallico e il modo in cui viene studiato a scuola: “Un testo che abbiamo sempre vissuto come una fonte di versioni al liceo, ma di cui non sappiamo niente. È come ridurre Guerra e Pace a due soli paragrafi”.

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