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02.10.2026

“Più topi che insegnanti”, gli studenti in protesta in Francia fanno sul serio: al loro fianco anche alcuni docenti

Il caso delle proteste esplose in questi giorni nelle scuole in Francia sta facendo il giro del mondo. Come abbiamo scritto ieri, ci sono feriti: a Marsiglia un preside, con il vice-preside, la segretaria generale e un altro responsabile dell’equipe scolastica sono stati aggrediti all’interno della loro scuola e cosparsi di benzina. Lo riporta Ansa.

Tutto è iniziato al Saint-Denis, nella banlieue nord di Parigi. Gli studenti descrivono la scuola come il simbolo dell’abbandono della scuola pubblica nelle periferie. Topi negli edifici, muri che si sgretolano, servizi igienici degradati, insegnanti assenti e non sostituiti, come riporta La Repubblica.

“Il nostro liceo cade a pezzi, abbiamo una sola infermiera e nemmeno a tempo pieno, nessun assistente sociale, i bagni sono insalubri: tocca salire diversi piani per trovare della carta igienica, non c’è più sapone, non ci sono più specchi e a volte le porte non si chiudono neppure”, queste le loro parole.

In molti istituti anche gli insegnanti sono scesi in piazza al loro fianco, spiegando di voler sostenere “una battaglia legittima”.

Cosa sta succedendo

I liceali stanno bloccando l’accesso alle aule per reclamare la sostituzione dei professori assenti, classi meno affollate e migliori strutture. Gli istituti coinvolti sono oltre 300 in tutta la Francia, da Parigi a Marsiglia, come riporta Il Corriere della Sera. Il 1° ottobre pomeriggio il bilancio dei fermati era salito a 1763 persone, il 90% dei quali minorenni. Ci sono anche 83 poliziotti e gendarmi feriti. 

Il leader della France insoumise, Jean-Luc Mélenchon, accusa il governo e la polizia di reprimere le proteste con particolare durezza nelle banlieue, offre tutto il suo sostegno ai ragazzi e invita i militanti e i responsabili politici “insoumis” a scendere in strada per frapporsi tra i liceali e le forze dell’ordine.

A Nantes il liceo Nelson Mandela è stato colpito da un incendio, a margine della mobilitazione dei giovani che reclamano più mezzi per l’Istruzione. Interrotti i trasporti pubblici e le forze dell’ordine sono attualmente sul posto.

Secondo alcuni testimoni citati da Le Figaro, la polizia avrebbe fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere la folla.

Le indagini riguardano episodi avvenuti a Sevran (Seine-Saint-Denis), Saint-Ouen-L’Aumône (Val-d’Oise) e Tours, dove un giovane è rimasto gravemente ferito alla testa ed è stato ricoverato in ospedale. Secondo il procuratore, le lesioni riportate sono “compatibili” con un colpo di Lbd (lanciatore di proiettili di difesa) in dotazione alla polizia.

I motivi delle proteste

Ma perché gli studenti stanno protestando? I ragazzi reclamano la sostituzione dei professori assenti e più mezzi per l’istruzione pubblica. Secondo l’Unione degli Studenti, la causa delle proteste risiede nel deterioramento delle condizioni degli studenti delle scuole superiori, che si manifesta in particolare con la carenza di insegnanti, le classi sovraffollate e la mancanza di risorse per gli istituti scolastici.

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