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Alunno 14enne bocciato, il Tar annulla la decisione: forte malessere a causa del bullismo. I genitori chiedono la Dad

Redazione

Un altro caso di annullamento della bocciatura di uno studente, stavolta molto particolare. Protagonista un quattordicenne, bocciato dopo gli esami di riparazione in un istituto tecnico di Brindisi. Il Tar ha deciso di ammetterlo alla classe successiva in quanto vittima di bullismo.

Come riporta La Repubblica, il giovane è stato bullizzato, umiliato e vittima di ripetute vessazioni riprese con il cellulare a scuola. La vicenda viaggia anche sul fronte penale con una denuncia depositata contro la scuola responsabile, a dire dei genitori del ragazzo, di non essere intervenuta in alcun modo nonostante la dirigente avesse visionato i video delle vessazioni subìte dal figlio.

I video

Nei clip, le umiliazioni sarebbero evidenti. In un episodio, al cambio d’ora, il ragazzo sarebbe stato spintonato dalla sedia cadendo per terra; in un’altra circostanza, sarebbe stato buttato nel cestino della spazzatura dopo avergli abbassato i pantaloni; in una terza occasione, i compagni lo avrebbero chiuso da solo in classe durante la ricreazione impedendogli di uscire dopo aver chiuso la porta.

Gli ematomi riportati al collo e al braccio, confermati in sede di perizia, hanno cristallizzato i maltrattamenti andati avanti per l’intero anno scolastico. Le violenze fisiche e psicologiche hanno determinato un forte malessere nel ragazzo che ha comunque continuato a frequentare la scuola.

Secondo i giudici “l’intero percorso scolastico del ragazzo sarebbe stato segnato dalle vessazioni subite a scuola dai compagni”. In più, come emerge dalla lettura del Piano triennale di offerta formativa dell’istituto e, in particolare dai criteri dettati nel verbale di scrutinio finale, “il consiglio di classe avrebbe dovuto prendere in considerazione il profitto del singolo alunno tenendo conto della situazione di partenza, di arrivo e di ogni altro fattore che abbia avuto rilevanza nel processo di apprendimento”. La seconda sezione del Tar ha sospeso la decisione del consiglio d’istituto con apposito decreto cautelare e fissato la camera di consiglio al 20 ottobre per la trattazione collegiale. 

Lo studente, nel frattempo, non ha iniziato l’anno scolastico. Ed è, forse, questo il dato più dolente di tutta la storia: è stato escluso dagli ex compagni e nei suoi confronti si è creato un ambiente ostile. I genitori sono corsi ai ripari chiedendo alla scuola che il figlio possa seguire le lezioni direttamente da casa. Dalla scuola, per il momento, però, non sarebbe stata fornita alcuna risposta.

Il focus della Tecnica della Scuola

Molto spesso i casi di bullismo si verificano a scuola, luogo in cui gli studenti passano gran parte delle loro giornate. Spesso si chiamano in causa, come negli ultimi giorni, docenti e dirigenti scolastici, accusati di non aver vigilato, di non essersi accorti di situazioni di disagio.

Per questo, La Tecnica della Scuola ha voluto fare chiarezza con un focus, per capire quali obblighi ha il personale della scuola, cosa si rischia in caso di mancata segnalazione.

Bullismo a scuola, altro che ragazzate: docenti e ds hanno obblighi precisi. Ecco quali e cosa dice la nuova legge

Bullismo, c’è una nuova legge: cosa prevede?

Abbiamo cercato di capire cosa prevede la nuova legge contro il bullismo voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la n. 70 del 2024: cosa è cambiato? Cosa deve fare ogni scuola? Cosa dicono le linee guida in merito, che non vengono aggiornate dal 2021? Concretamente, cosa deve fare un docente che si trova davanti ad un caso di bullismo? Quali obblighi hanno i dirigenti scolastici?

Inoltre, abbiamo cercato di capire cosa aveva messo in atto, prima del suicidio di Paolo, la sua scuola, al momento oggetto di ispezione da parte del Ministero.

Studente suicida a 14 anni, partite ispezioni a scuola: ma cosa aveva attivato l’istituto contro il bullismo? I documenti

Bullismo, l’avvocato: ecco cosa rischiano i docenti che non rispettano gli obblighi

Nell’immaginario collettivo, purtroppo, il bullismo è considerato spesso alla stregua di una ragazzata. Così non è, spiega l’avvocato Dino Caudullo, esperto di diritto scolastico. Le responsabilità degli studenti che si macchiano di questi comportamenti possono essere penali e civili, coinvolgendo anche le famiglie. Quanto ai docenti e ai dirigenti scolastici, sono legate principalmente alla vigilanza e all’omessa denuncia.

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