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27.01.2026

Alunno picchiato a scuola, i genitori denunciano docenti e dirigente: “Il prof di educazione fisica dov’era?”

Ancora violenza a scuola in Liguria. Dopo laccoltellamento a morte in una scuola spezzina, stavolta ci troviamo a Sanremo: qui un ragazzino di dodici anni è stato preso a spintoni, calci, pugni a scuola. Il giovane è stato picchiato da un compagno di classe durante l’ora di educazione fisica nella sua scuola media.

Come riporta La Repubblica, l’episodio risale a lunedì 19 gennaio, quando gli studenti di una classe della scuola media stavano giocando a calcio nel cortile dell’istituto.

Lo screzio per la partita

Il diverbio tra due ragazzini, nato per uno screzio legato alle dinamiche della partita, è così sfociato in un pestaggio. Un ragazzino, minuto ma particolarmente abile nel giocare, è stato aggredito da un compagno di classe più grosso di stazza, che dopo averlo sbattuto con la testa contro la recinzione, lo ha colpito con una raffica di pugni e poi ancora con dei calci una volta caduto a terra.

Nessuno è intervenuto: nessuno compagno, nessun adulto. L’insegnante di educazione fisica, a quanto ricostruito, non sarebbe stato presente in quegli istanti.

La reazione della famiglia

Immediata la reazione della famiglia del bambino picchiato, che già martedì ha denunciato i genitori del compagno di classe violento, che avendo meno di 14 anni non è perseguibile penalmente. Nella giornata di venerdì la famiglia ha denunciato la preside e l’insegnante di educazione fisica.

“Il pestaggio è finito solamente per bontà dell’aggressore, ma il professore di ginnastica dov’era?”, chiede l’avvocato della famiglia. “Abbiamo denunciato la preside e il professore di ginnastica per concorso in lesioni mentre dal punto di vista civile abbiamo chiesto una negoziazione assistita per un risarcimento danni di 10mila euro da parte dell’istituto scolastico”.

Come sta lo studente

I medici hanno riscontrato al 12enne un trauma cranico, più altri traumi a gomiti, all’anca e alla schiena, dove sarebbero stati riconoscibili i segni delle scarpe dell’aggressore.

La dirigenza della scuola sta procedendo a tutte gli approfondimenti del caso, anche se da ciò che emerge finora respingerebbe qualsiasi fattispecie di omissione di sorveglianza.

Per la prossima settimana è stata convocata una riunione straordinaria del consiglio di classe per valutare l’accaduto, e disporre i conseguenti provvedimenti. Il ragazzino vittima del pestaggio non è ancora rientrato a scuola, perché traumatizzato dall’accaduto, e avrebbe anzi chiesto un trasferimento in un’altra classe, richiesta però smentita dalla scuola. La preside dell’istituto, contattata da La Repubblica, affida la replica a un comunicato.

“Non si può parlare di culpa in vigilando”

“Dopo aver condotto con scrupolo e perizia un’accurata indagine istruttoria per ricostruire le dinamiche dei fatti, si esclude che si possa parlare di ‘pestaggio‘””, dichiara. “Non si ritiene che si possa parlare di culpa in vigilando in quanto l’insegnante era presente, ma stante la repentinità dei fatti gli stessi sono risultati imprevedibili”, aggiunge precisando che “l’insegnante stava raccogliendo un vortex lanciato da un gruppo di ragazzi che attendevano a specifica attività per riconsegnarlo; sentendo clamore è intervenuto immediatamente, ma il fatto repentino e imprevedibile, causato da un litigio tra i due ragazzi, aveva già avuto luogo. Immediatamente venivano prestate le prime cure allo studente riverso a terra e la scrivente, avvisata tempestivamente, disponeva immediatamente a scopo cautelare la chiamata del 112 e della famiglia”.

E ancora: “E’ stato convocato il Consiglio di Classe alla presenza della componente genitori, organo deputato all’irrogazione delle sanzione, come spiegato al legale Pezzini in sede di colloquio con famiglia del minore, per valutare la tipologia sanzione disciplinare da irrogare. Nonostante le ingiustificate lamentele si rammenta ulteriormente che non sussiste un termine perentorio a proposito. La data è stata individuata in modo tale da consentire di acquisire con maggior contezza elementi per la corretta ricostruzione dei fatti”.

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