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Aggiornato il 28.01.2026
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Anno scolastico 2025/26, l’inaugurazione a Napoli il 22 settembre con Mattarella: per Valditara si parte bene, ma per Schlein e sindacati c’è da piangere

Mancano poche ore al nuovo anno scolastico 2025/26. Ma cosa dobbiamo aspettarci? A sentire il Ministero, sul fronte del personale vi sarebbero importanti miglioramenti, con più docenti immessi in ruolo (ma non molti di più di quelli che hanno lasciato per andare in pensione) e una maggiore continuità didattica per il sostegno, grazie alla possibilità data alle famiglie degli alunni con disabilità di chiedere la conferma del docente dell’anno scorso.

Il numero uno del Mim, Giuseppe Valditara – già fautore della “stretta” su telefoni cellulari, voto di condotta e pene da infliggere a chi commette violenza verso il personale scolastico – ha quindi sottolineato non solo che sono aumentate le assunzioni del personale docente, concluse con tre settimane di anticipo rispetto a un anno fa, ma anche che si sono ridotte le reggenze con più presidi assegnati agli istituti scolastici.  

E mentre a Viale Trastevere i conti sull’Istruzione tornano, anche il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, avrebbe deciso quando e dove si svolgerà quest’anno l’inaugurazione dell’anno scolastico: la cerimonia, ha fatto sapere l’agenzia Adnkronos, si terrà a Napoli il prossimo lunedì 22 settembre.

C’è però chi non si dice affatto soddisfatto per la gestione della scuola da parte dell’Esecutivo Meloni: “Sarà un autunno di lotta e di piazze contro le politiche di questo governo – annuncia Elly Schlein, segretaria del Pd durante la festa democratica di Vigevano – e avanzeremo proposte concrete che guardano ai bisogni degli italiani dimenticati da Meloni”.

Schlein ha anche tenuto a ricordare che “l’altro giorno”, durante il meeting di Rimini, la premier Meloni “non ha parlato di salari e non ha parlato di salute. Ha parlato di scuola solo per dire che vogliono favorire le scuole private”.

Anche i sindacati non sono convinti dell’ottimismo mostrato dai piani alti del Ministero: ricordano che se contano anche li Ata, quest’anno saranno sottoscritti oltre 250mila contratti a tempo determinato.

Secondo Giuseppe D’Aprile, segretario generale della Uil Scuola, solo questo dato basta a “certificare un’emergenza sociale“.

Per i rappresentanti dei lavoratori, i numeri parlano chiaro: i contratti di supplenza hanno raggiunto quota 232 mila, di cui oltre 177 mila su cattedre intere e più di 53 mila su spezzoni orari. Tra il personale Ata quasi un lavoratore su cinque risulta supplente.

La situazione sarebbe molto critica per il sostegno: su 7.287 posti disponibili nella mini-call interprovinciale ne sono stati assegnati solo 1.466, lasciando migliaia di posti scoperti, soprattutto in Lombardia e Piemonte e alla primaria.

L’Anief – che spinge su doppio canale di reclutamento, parità di trattamento, autorizzazione assunzioni su tutti i posti vacanti e ha predisposto una Class Action contro l’abuso dei contratti a termine – parla di “flop nelle assunzioni del personale”, perché “a fine agosto soltanto un ruolo su due potrebbe essere stato assegnato, il 70% dei posti vacanti del personale ATA e il 50% dei posti su sostegno andrà ad alimentare il precariato”.

C’è poi una categoria di lavoratori, docenti e Ata, che rimane in fermento per via del mancato rinnovo del contratto.

“Tra il 2015 e il 2023 – ha detto Gianna Fracassi, segretaria Flc Cgil – i salari dei docenti sono diminuiti del 6% rispetto a un aumento medio del 4 % rilevato nei Paesi Ue. Un fatto è certo: il personale della scuola è sottopagato, sono necessarie risorse aggiuntive per aumentare gli stipendi del personale della scuola”.

Per la sindacalista Confederale “a nulla servono le proposte di micro benefit o palliativi vari messi in campo nella scuola da Valditara, che mentre da un lato non riesce a spuntare un euro in più per gli stipendi di docenti e Ata, nel disperato tentativo di indorare la pillola amara si inventa un welfare a scapito delle risorse dedicate al funzionamento delle scuole. Ci aspettiamo che il Governo nella prossima legge di bilancio incrementi le risorse per il comparto”, ha concluso Fracassi.

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