Un gruppo di genitori di un nido comunale a Bologna, ha inviato una diffida formale al Comune e al sindaco per denunciare l’assenza di condizionatori nella struttura. Se non arriveranno interventi urgenti, avvertono, sospenderanno il pagamento delle rette.
Nel documento, come riportato dal Corriere, le famiglie descrivono “aule sovraffollate, temperature che superano i limiti igienico-sanitari, il rischio concreto di ipertermia e colpi di calore per i più piccoli”. E avvertono: “Se gli interventi urgenti non verranno disposti, sarà dichiarato l’inadempimento del servizio e le famiglie sospenderanno il pagamento delle rette”. I promotori della diffida sono decisi: “La salute e la sicurezza dei nostri figli non sono negoziabili, e l’interesse superiore del minore viene prima di ogni altra considerazione amministrativa”.
A preoccupare le famiglie è anche il piano di finanziamento annunciato dal Comune: “Il Comune ha quantificato in due milioni di euro la cifra necessaria per mettere in sicurezza le strutture. Ne ha stanziati 350mila per il 2027. Un sesto di quanto serve, con un anno di ritardo rispetto all’urgenza dichiarata dalla stessa amministrazione”. I genitori temono che l’emergenza si ripeta a settembre, “mentre la Regione annuncia la riapertura delle scuole per il 1° settembre come se il problema strutturale non esistesse”, e hanno chiesto per iscritto quali interventi siano programmati e con quali tempi, contestando anche l’inadempimento del servizio nei mesi di giugno e luglio.
L’assessore alla Scuola ha risposto rivendicando l’impegno dell’amministrazione ma chiamando in causa il livello nazionale: “Ce la stiamo mettendo tutta, troveremo le risorse necessarie, ma è lo Stato, silente e negazionista sui cambiamenti climatici, che dovrebbe finanziare un piano di efficientamento energetico nelle scuole”. L’assessore si è detto consapevole “della situazione non ancora adeguata, ma viviamo un’epoca veramente nuova da questo punto di vista”, proponendo che sia lo Stato a occuparsi degli aspetti energetici, anche attraverso il fotovoltaico per alimentare i condizionatori. Per tenere alta l’attenzione sul tema, i genitori hanno già annunciato per settembre un’assemblea cittadina, con l’obiettivo di sollecitare risposte concrete da parte delle istituzioni prima della riapertura delle scuole.