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Prima ora | notizie del 14 luglio

14.07.2026

Emergenza caldo, A Bologna genitori protestano in consiglio comunale per i “nidi come forni”, nel frattempo altre mobilitazioni anche a Roma

Il caldo estremo di questi giorni ha acceso proteste in diverse città italiane, tra lavoratori, famiglie e studenti che chiedono interventi immediati per proteggere scuole, nidi e luoghi di lavoro dalle temperature record. A Bologna genitori e operatori sono arrivati a interrompere una seduta del Consiglio comunale, mentre a Roma un flash mob ha portato la protesta davanti al Colosseo.

La protesta in Consiglio a Bologna

Come riporta il Corriere, genitori con bambini al seguito e lavoratori del settore hanno fatto irruzione nell’aula del Consiglio comunale, promossi dal sindacato di base Sgb, costringendo a sospendere la seduta. Tra i cartelli esposti: “Nidi e scuole non sono forni” e “La salute dei bambini non è un optional”. Una portavoce del sindacato ha denunciato: “È un anno che aspettiamo i condizionatori”, mentre le famiglie hanno chiesto un confronto diretto con il sindaco, assente al momento della protesta.

Il nodo delle risorse a Bologna

Il confronto si è concentrato sui fondi: contro i 700mila euro stanziati per il biennio 2026-2027, Sgb ha chiesto di destinarne almeno due milioni al raffrescamento delle scuole, una cifra ritenuta «irrisoria» anche dai Cobas. Una consigliera di FdI ha sostenuto che “le risorse ci sono”, ma “la maggioranza ha bocciato l’urgenza”, in un confronto acceso con i consiglieri del Pd.

Il flash mob di Roma: lavoro e scuola insieme

Lunedì 13 luglio la Cgil di Roma e del Lazio, la Rete degli Studenti Medi del Lazio e l’Unione degli Universitari di Roma hanno esposto davanti al Colosseo un grande termometro e cartelli di denuncia sulle condizioni di lavoro nei cantieri edili, nella consegna del cibo e in agricoltura. Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, ha chiesto piena attuazione dell’ordinanza regionale che introduce fasce orarie di stop per il caldo estremo: “I lavoratori e le lavoratrici sono tra i soggetti più esposti all’emergenza caldo che attanaglia Roma e il Lazio. Occorre che il Comune di Roma faccia la sua parte integrando il Piano Caldo con interventi specifici sul lavoro”. Simone Montori, della Rete degli Studenti Medi Lazio, e Leonardo Soffientini, dell’Udu Roma, hanno collegato la battaglia dei lavoratori a quella degli studenti, alle prese con il caldo proprio durante l’esame di Stato: “Il governo non può più rimandare degli interventi che prendano atto della crisi attuale e tutelino la vita delle persone”.

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