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12.07.2026

Caldo record, in Gran Bretagna docenti e alunni svengono durante le lezioni (fino al 20 luglio) a 40°C senza condizionatori d’aria: mal comune, mezzo gaudio?

Dal Regno Unito, dove le lezioni si protraggono sino all’ultima decade di luglio, giungono notizie poco rassicuranti sulla compatibilità delle attività didattiche da svolgere in condizioni di caldo eccezionale: secondo Il Guardian, Oltremanica insegnanti e studenti stanno convivendo in classe con temperature che superano i 40°C, causando colpi di calore, nausea e mal di testa tra alunni e personale.

In Gran Bretagna alcuni insegnanti e alunni sono svenuti, ci sono testimonianze di insegnanti e alunni costretti ad acquistare ventilatori e tende per le finestre a proprie spese per cercare di proteggersi dal caldo rovente.

Emergenza tutta da gestire

Gli insegnanti britannici, inoltre, chiedono un piano urgente per gestire l’emergenza. Nell’attesa, stanno facendo di tutto per proteggere i loro alunni: alcuni hanno coperto i più piccoli con asciugamani di carta bagnati mentre giacevano sul pavimento, in alcuni casi agli studenti più grandi sono state fornite vaschette d’acqua sotto i banchi per immergervi i piedi.    

Anche le istituzioni non sono state a guardare: le condizioni meteorologiche estreme hanno portato alla chiusura totale o parziale di oltre 1.000 scuole in Inghilterra e Galles al culmine dell’ondata di calore di giugno, secondo i dati raccolti a giugno da PA Media.

Le statistiche del Dipartimento dell’Istruzione (DfE) mostrano che in Inghilterra una lezione su cinque è stata persa, con il tasso di assenza giornaliera più alto registrato finora nell’anno scolastico in corso.

Come accade in Italia, solo una piccola parte degli istituti scolastici del Nord Europa è dotata di condizionatori d’aria: lo scorso mese di maggio, i consulenti climatici del Regno Unito hanno affermato che l’aria condizionata dovrebbe essere installata in tutte le scuole entro 25 anni e che il paese è stato “attrezzato per un clima che non esiste più”.

Nel Regno Unito le vacanze estive iniziano a fine luglio

Nel Regno Unito – in particolare in Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord – l’anno scolastico termina di solito a fine luglio (in genere la terza settimana del mese): l’anno scolastico britannico termina quindi molto dopo rispetto all’Italia.

In compenso, le pause durante l’anno scolastico (i cosiddetti half-term), sono decisamente maggiori, con stop di alcuni giorni nel periodo autunnale e, soprattutto, invernale per permettere il godimento delle vacanze montane in presenza della neve.

Sempre in Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord, inoltre, le vacanze estive durano non più di un mese e mezzo, circa 6 settimane, con il rientro in classe previsto già dai primi giorni di settembre.

La scansione dell’anno scolastico, tuttavia, nel Regno Unito varia a seconda del territorio: in Scozia, ad esempio, le attività didattiche si interrompono già a partire dalla fine del mese di giugno.

La situazione in Italia

E in Italia? In questo momento le attività didattiche sono interrotte. A fine giugno, però, in alcuni istituti, dove erano ancora in corso di svolgimento le attività per le scuole dell’infanzia e negli asili nido, sono stati presi provvedimenti (come le uscite anticipate), anche in questo caso a seguito di lamentele o di casi di svenimenti derivanti dalla canicola. Pure gli esami di maturità hanno fatto registrare malesseri, anche da parte degli insegnanti.

Anche nelle scuole italiane il problema è legato alla mancanza quasi totale di dispositivi anti-calore, come i condizionatori d’aria, i quali, abbiamo ricordato alcuni giorni fa, non possono essere finanziati direttamente degli stessi istituti autonomi: considerando che il “treno” importante del Pnrr è ormai passato, servirebbe un finanziamento non indifferente, soldi pubblici “freschi”, che solo Governo e Parlamento potrebbero approvare.

Ma di quanti soldi stiamo parlando? Se si stima che per ogni plesso scolastico per climatizzare tutte le aule servirebbero almeno 20mila euro, considerando che gli istituti (compresi quelli non autonomi) sparsi per la Penisola italiana sono in tutto oltre 40mila, il finanziamento pubblico necessario a climatizzare tutte le classi e scuole italiane sarebbe pari ad una cifra non molto distante dal miliardo di euro.

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