“Le condizioni di caldo estremo nelle scuole non sono una novità, ma una conseguenza ormai strutturale dei cambiamenti climatici. Eppure continuiamo a farci trovare impreparati”. Lo scrive in una nota Antonio Caso, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in commissione cultura alla Camera dei Deputati. “Secondo il XXIII Rapporto sulla sicurezza a scuola di Cittadinanzattiva, solo il 7,42% delle sedi scolastiche italiane è dotato di impianti di climatizzazione o ventilazione, pari a 4.457 sedi su 60.030″.
“Il problema non riguarda solo gli studenti”, precisa Caso, “ma anche chi nella scuola lavora ogni giorno: dirigenti, docenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Nelle scuole, inoltre, si continua a lavorare anche durante l’estate e, con il Piano Estate voluto dal ministro Valditara, diversi plessi probabilmente resteranno aperti anche a luglio e agosto. Non si può pensare di tenere aperte le scuole senza affrontare seriamente il nodo delle condizioni climatiche negli edifici“.
“È vero che la responsabilità ricade in larga parte sugli enti locali, Comuni e Province o Città metropolitane“, precisa l’esponente pentastellato. “Ma è altrettanto vero che troppo spesso questi enti non dispongono delle risorse necessarie per interventi strutturali adeguati. Per questo il punto non può essere scaricato sui territori: serve una strategia nazionale, con risorse dedicate, programmazione e criteri chiari. Dobbiamo salvare gli studenti dal caldo estremo“.
Da qui la richiesta rivolta al ministero dell’Istruzione e del Merito, affinché intervenga in modo concreto per affrontare la questione e diminuire i disagi vissuti dagli studenti e dal personale scolastico. “Ho presentato un’interrogazione al ministro Valditara“, conclude Caso. “non bastano circolari o interventi tampone dell’ultimo minuto, servono un piano straordinario di adeguamento climatico degli edifici scolastici e regole nazionali chiare per tutelare davvero studenti e lavoratori della scuola”.