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Concorsi pubblici, Brunetta vuole assumere solo i più bravi: tra 20 giorni il decreto cambia-regole

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La riforma del reclutamento dei dipendenti pubblici è più vicina di quanto si pensi: entro venti giorni, la metà di aprile, verrà approvato un decreto con la riforma dei meccanismi di reclutamento nella pubblica amministrazione, che diventeranno più moderni e efficaci. L’annuncio è del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta.

I concorsi cambieranno in un decreto

“Forse tra una settimana – ha detto Brunetta intervenendo al Workshop Ambrosetti -, dieci giorni questo primo pacchetto sul reclutamento cambierà in un decreto che sarà approvato entro la metà di aprile. Reclutamento, semplificazione, fare entrare i migliori, i primi concorsi che verranno sbloccati potranno già adottare queste forme di reclutamento meritocratico”.

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Come detto dallo stesso ministro nell’incontro a Palazzo Chigi con il Cts, la strada tracciata per il futuro è quella dei concorsi digitali: abbandonare carta e penna, e velocizzare l’iter per le assunzioni del pubblico impiego.

Il nuovo modello di concorsi digitali presenterà test a crocette e computer grazie all’intelligenza artificiale.

Un’operazione che rientra nell’obiettivo di realizzare la piena cittadinanza digitale entro il 2026, come auspica pure il ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao.

Primo sblocco il 2 aprile, ma non la scuola

In vista dello sblocco dei concorsi sospesi a causa della pandemia, si partirà dalla selezione di 2.800 tecnici per il Mezzogiorno, con il bando che verrà pubblicato la prossima settimana, il 2 aprile.

Per i concorsi della scuola, a partire da quelli ordinari per i docenti, il cui inizio è previsto a breve, visto che l’amministrazione sta censendo le aule dove fare svolgere le prove, non dovrebbero comunque esserci novità rilevanti.

Quello sul reclutamento è il primo capitolo di interventi, elencati dal ministro della PA.

“Sono ripartito dall’Abcd”

“Sono ripartito dall’Abcd. A come Accesso”, ha detto Brunetta.

Il secondo capitolo, ha continuato il forzista, è la “B”: la “Buona amministrazione. Sto mettendo insieme tutte le idee elaborate in questi anni: la prima idea sarà la semplificazione della semplificazione. Farò una prima ripulitura della semplificazione che non ha semplificato. È inutile, non serve e non impatta sul sistema una strategia che non abbia come priorità capitale umano e semplificazione coerente. Nei prossimi giorni ci sarà un decreto semplificazioni, in cui sarà ripreso anche il tema della class action”.

Il terzo capitolo è sul capitale umano. “Voglio far ripartire la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, punto all`internazionalizzazione e ad avere a capo della Scuola una personalità di livello internazionale”. E poi la “D come digitalizzazione. Se non ci sono i primi tre (accesso, buona amministrazione, capitale umano), non serve a niente – secondo Brunetta -. Sto lavorando con il ministro Colao. Due parole chiave: interoperabilità e attraversamento”.

L’ultimo punto, ha concluso il ministro, è la governance. “Vogliamo costruire strutture permanenti che vadano dopo di noi – ha concluso -. Dovremo attrezzare strutture che continuino in questo processo, che facciano monitoraggio, controllo e intervento qualora i processi non funzionassero”.

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