Home Attualità AstraZeneca per la scuola. Speranza: segnale di vicinanza agli insegnanti

AstraZeneca per la scuola. Speranza: segnale di vicinanza agli insegnanti

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Sulla riapertura delle scuole dopo Pasqua ancora nulla è deciso, ha precisato il ministro della Salute Roberto Speranza ieri sera a Cartabianca su Rai3, benché ci sia un fronte ampio, in maggioranza, che chiede la riapertura scuole a gran voce, con il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi che assicura che il governo ce la sta mettendo tutta: “Lavoriamo giorno e notte per poter riaprire”, ha detto incontrando Comuni e Province.

Campagna vaccinazioni

Sempre il ministro Speranza si è espresso anche sulla campagna vaccinazioni, chiamando le regioni al rispetto del piano strategico nazionale: “C’è un piano strategico nazionale approvato da tutte le regioni e a cui tutti devono attenersi, quanto a priorità delle categorie da vaccinare. Noi siamo partiti dal personale sanitario, perché sono le donne e gli uomini che hanno fatto la battaglia più dura, poi le RSA, dove si concentrano le persone anziane, e l’altra priorità sono le persone di 80 anni.”

AstraZeneca per il mondo scuola

Quindi il ministro della Salute affronta il nodo AstraZeneca e spiega come si è arrivati a destinare il vaccino AstraZeneca alla scuola: “Quando uno dei vaccini approvati, cioé il vaccino AstraZeneaca, ha avuto una limitazione di età (utilizzabile prima sotto i 55 anni, poi sotto i 65 anni), per non tenere questi vaccini bloccati, abbiamo attivato delle categorie e siamo partiti dal personale della scuola per dare un segnale importante di vicinanza a un pezzo importante della nostra società, che sono gli insegnanti.”

Sulla qualità del vaccino AstraZeneca si è espresso Guido Rasi, ex direttore esecutivo dell’Ema e docente di Microbiologia all’università di Roma Tor Vergata di Roma, ospite di Agorà su Raitre: il vaccino anti-Covid AstraZeneca “meritava una casa farmaceutica migliore di AstraZeneca perché è un buon vaccino gestito male, gestito male dall’azienda, gestito male dalle autorità, gestito male in tutti i sensi. E questo è un peccato, perché il vaccino è molto migliore della sua comunicazione e dei suoi produttori che si sono dimostrati davvero poco professionali”.

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La spinta per la riapertura scuole

La spinta per la riapertura della scuola non ha lasciato indifferente neanche il Premier Draghi, che in diretta al Senato auspica proprio il ritorno in classe delle scuole dell’infanzia e di quelle primaria dopo Pasqua anche in zona rossa, come riferiamo in un articolo precedente.

Gli aperturisti guardano alla Francia, in lockdown ma con le scuole aperte; mentre i rigoristi tirano in ballo la Germania, che alla crescita dei contagi e dei morti ha sacrificato anche le aule scolastiche. Il monitoraggio dei numeri e della situazione sarà serratissimo, spiegano fonti di governo, e guiderà le scelte che Draghi e i ministri saranno chiamati ad assumere nei prossimi giorni. Ma la voglia di riaprire c’è e non coinvolge solo le scuole.

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