Come abbiamo scritto qualche giorno fa, c’è stato anche un docente originario del Molise tra coloro che hanno contribuito a fermare la furia di Salim El Koudri, l’attentatore che sabato pomeriggio scorso, il 16 maggio, ha guidato a velocità in mezzo alla folla, nel centro cittadino di Modena.
Ricordiamo che otto persone sono state travolte: quattro sono in gravi condizioni. Il 31enne attentatore è stato arrestato per strage. Sul posto sono presto giunti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tra i feriti nei fatti di Modena una sola donna risulta amputata ai due arti inferiori.
Il docente di economia che si è trovato sul posto e ha contribuito a fermare la furia del 31enne ha rilasciato una intervista a Fanpage in cui si è detto ancora molto scosso. “Le persone volavano in aria come se fossero birilli. Sembrava una scena di guerra. Sono ancora sconvolto, non so quando mi riprenderò”, ha detto il 37enne originario di Campobasso ma residente a Modena da dieci anni.
“Mi sono salvato per miracolo. Per fortuna l’ho disorientato un po’, e così anche gli altri hanno avuto il tempo di spostarsi. Mi dispiace solo per quella donna. Sono ancora sconvolto. Ci penso sempre, mi domando se avrei potuto fare qualcosa per lei”, ha esordito.
“L’aggressore è uscito con un coltello in mano, lo brandiva contro i passanti per farsi largo e fuggire. A quel punto un uomo ha iniziato a rincorrerlo e dietro di lui anche altri, compreso me, lui ha avuto una colluttazione poi sono arrivati prima un ragazzo egiziano, poi uno di un’altra nazionalità, che hanno disarmato l’aggressore, e dopo io, che gli ho bloccato la gamba destra. Poi sono arrivate ancora altre persone, ognuno ha preso una parte del corpo per bloccarlo. Poi mi sono alzato per chiamare il 118, ma non per l’aggressore, per i feriti che avevo visto a terra, per quella donna”, questo il suo racconto di quei minuti concitati.
“Un uomo che era stato colpito però si stava scagliando contro di lui, l’ho fermato. Gli dicevo ‘Lascia perdere che ora deve arrivare la polizia, lo prende la polizia, altrimenti passiamo dalla parte del torto'”, ha aggiunto.
Oggi, 22 maggio, il docente ritorna in cattedra. Parlerà dell’accaduto ai suoi studenti? Ecco la sua risposta: “Forse me ne parleranno loro. Oggi sono rientrato a scuola, sono ancora fortemente scosso. Non so se ce la farò, a livello emotivo, a fare una lezione, però devo provare. Sono un educatore, un insegnante, vorrei far capire ai miei ragazzi che in queste tragedie bisogna reagire e cercare di fare il possibile, almeno provarci”.
Gli studenti, dal canto loro, gli hanno scritto una lettera che si conclude così: “La aspettiamo per farci piazzare altre note”.