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22.04.2026

Aule devastate e spazzatura ovunque: ennesimo raid vandalico in un istituto. La ds: “Dormirò a scuola”

Ennesimo atto vandalico in una scuola di Siracusa: ieri, 21 aprile, i collaboratori scolastici e la dirigente hanno trovato uno scenario praticamente apocalittico. Aule e corridoi trasformati in un cumulo di rifiuti e devastazione: immondizia sparsa ovunque, armadietti e scaffali svuotati con violenza e materiale didattico abbandonato sul pavimento.

Tre episodi in meno di una settimana

Come riporta La Sicilia,vandali, dopo essersi introdotti nei locali, hanno svuotato estintori all’interno delle aule, danneggiato arredi, disseminato rifiuti e infine distrutto anche la biblioteca, colpendo uno dei simboli più evidenti dell’attività educativa. La scuola è ubicata in un quartiere difficile, segnato da un alto tasso di dispersione scolastica.

Ferma la posizione della dirigente scolastica, che ha assicurato la continuità delle lezioni, annunciando la volontà di trascorrere la notte all’interno dell’istituto, come gesto simbolico di resistenza e di presidio contro ulteriori atti vandalici. Secondo BlogSicilia si tratta del terzo episodio da domenica a oggi.

La condanna istituzionale

“Esprimo indignazione e una ferma condanna per i gravi atti di vandalismo: colpire una scuola significa colpire l’intera comunità e tutto questo è inaccettabile”. Lo dice l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale, Mimmo Turano.

“La scuola è un presidio dello Stato nei territori, vandalizzarla significa attaccare i valori dell’educazione, del rispetto e della convivenza civile, che le istituzioni hanno il dovere di difendere con determinazione. Nell’auspicare che le indagini conducano presto ai responsabili – conclude Turano – alla dirigente scolastica, al personale e agli studenti va la mia piena solidarietà, insieme al sostegno dell’assessorato che rappresento”.

La dirigente ha detto che lo farà “tutte le notti finché il Comune non provvederà a installare telecamere e a organizzare un servizio di sorveglianza”. Ha aggiunto che se i vandali dovessero tornare la troverebbero “seduta a ingannare il tempo facendo uncinetto”, e ha concluso con una frase destinata a restare: “Per distruggere la scuola dovranno picchiarmi, tramortirmi, uccidermi. Io sarò qua ad aspettare”.

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