Nel corso della diretta della Tecnica risponde live di oggi, giovedì 2 luglio, abbiamo affrontato il tema degli aumenti e degli arretrati in arrivo per docenti e Ata, a seguito della firma definitiva sul CCNL 2025-27, avvenuta il 1° luglio. Ecco il commento di Ivana Barbacci, segretaria generale della Cisl Scuola:
“Visto che gli organi di controllo hanno dato il via libera ieri, abbiamo apposto la firma definitiva, ora ogni giorno è utile per poter elaborare una emissione speciale che è una emissione autonoma per quanto riguarda gli arretrati, che riguardano la copertura dell’anno 2025. Nello stesso tempo la retribuzione che presumibilmente sarà quella di agosto, penso che ci siano le condizioni per avere la retribuzione di agosto pienamente rispondente agli aumenti contrattuali, conterrà l’aumento mensile che è disposto per ogni profilo professionale e per ogni livello di anzianità legata allo scatto di gradone per tutti i lavoratori nello specifico del settore dell’istruzione. Quindi il tempo è maturo e ci sono tutte le condizioni. Prima dell’inizio della scuola, del 1° settembre, ci saranno gli arretrati e gli aumenti in busta paga”.
Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc Cgil, ha evidenziato tempi troppo lunghi, relativi al contratto:
“Dipende dall’emissione speciale, un intervento anticipato già nel mese di luglio. Noi auspichiamo che questo accada, al più tardi sarà ad agosto. Sappiamo che le buste paga vengono lavorate anticipatamente quindi un mese prima, adesso si sta lavorando alla busta paga di agosto, confidiamo nella celerità del Mef affinchè questo si possa determinare. Abbiamo atteso troppo, lo voglio sottolineare, sono passati tre mesi per la validazione da parte degli organi di controllo di un contratto che non aveva parte normativa, quindi un contratto sulla scorta di quelle che erano le risorse definite ex ante dalla legge di bilancio. Trovo oggettivamente tutte le procedure di controllo farraginose. Dovremmo avere la condizione, dopo una rapida verifica, di poter avere nell’immediato, massimo entro un mese, la possibilità di vedere concretamente le risorse nelle buste paga delle persone. Invece siamo abituati a dover sopportare alcuni mesi, a volte anni, rispetto alla possibilità di chiudere la contrattazione”.