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Avvicinare i giovani allo studio delle materie scientifiche

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Ebbene si, si parla ancora della flessione negativa degli iscritti ai corsi di laurea ad orientamento scientifico. Nell’anno accademico 1951/’52 uno studente universitario su due studiava per una laurea scientifica, mentre nel 2000/’01 lo faceva meno di uno su tre. La Chimica, la Fisica e la Matematica sono le materie maggiormente penalizzate (-55,6% di iscritti a Fisica tra la fine degli anni ’80 e il 2000, -63,3% a Matematica, -43,1% a Chimica). Il fenomeno coinvolge buona parte dell’Unione Europea – compresi quei Paesi, come la Svezia o la Finlandia, solitamente segnalati a modello sul piano degli investimenti e della promozione della ricerca – Le stesse tendenze sono da tempo fonte di preoccupazione negli Stati Uniti e anche in Giappone. Occorre ricordare che il calo non può essere legato alle difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro. I laureati in materie scientifiche, infatti, in Italia trovano lavoro in tempi analoghi (se non più brevi) e con retribuzioni paragonabili agli altri laureati.
Su tale sfondo proliferano convegni e incontri nell’ambito dei quali vengono dibattuti temi attinenti la scienza.
Il 15 e 16 settembre si svolgerà a Torino un convegno internazionale sul ruolo dell’Università nella gestione dei rapporti tra scienza e società. L’evento inaugura ufficialmente il centro per la diffusione e la comunicazione della cultura scientifica, Agorà scienza.
Al convegno interverranno sociologi ed esperti in comunicazione della scienza, giornalisti scientifici e politici, tutti impegnati ad affrontare le sfide del mondo accademico nella promozione del dialogo tra scienziati e cittadini e discutere alcune iniziative di diffusione della cultura scientifica.
Fra i nomi in programma spiccano quelli di: Massimiano Bucchi (Università di Trento), Etienne Magnien (Commissione Europea, responsabile Unità “strategia e cultura scientifica”), Gemma Revuelta (Direttore promozione cultura scientifica, Città di Barcellona).
La sera del 15 settembre sono previsti un dibattito e uno spettacolo teatrale sull’evoluzionismo dal titolo “Il caso scopes: processo alle scimmie”.
Observa e il CentroScienza Onlus risultano coinvolti nell’iniziativa.
Dal 20 al 23 settembre si svolgerà a Venezia la Seconda Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza. Organizzata dalla Fondazione Veronesi e in linea con gli obiettivi stabiliti dalla Prima Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza, sarà incentrata sul tema dell’evoluzione – Evoluzione della Materia, Evoluzione della Vita, Evoluzione del Pensiero – un tema di fondamentale importanza per la scienza e per la società tutta. Il 21 settembre, nell’ambito della Seconda conferenza mondiale sul futuro della Scienza e al fine di mettere in luce l’importanza della tematica dei rapporti tra il mondo scientifico e la società, Observa e la Fondazione Veronesi promuovono una tavola rotonda dedicata a ”Evoluzione e Società”. L’incontro sarà presieduto da Piero Angela e vedrà la partecipazione di Massimiano Bucchi, Gilberto Corbellini, Telmo Pievani.
La seconda conferenza sul futuro della scienza richiamerà alla Fondazione Giorgio Cini (sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia) personalità di fama internazionale di varie discipline, al fine di dare vita ad un confronto critico di visioni diverse e al dibattito fra gli intervenuti. L’invito è aperto, naturalmente, agli scienziati, ma anche a politici, economisti, manager, giuristi, insegnanti, giornalisti e a tutte le donne e gli uomini di cultura che desiderano capire l’impatto della conoscenza scientifica sulle nostre vite e contribuire a delineare il nuovo ruolo della scienza nella società del futuro.