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Azione scuola: primo convegno nazionale

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Lo scorso 7 luglio si è tenuto a Roma, presso la Sala del Senato Santa Maria in Aquiro in Piazza Capranica, il primo convegno nazionale organizzato dalla Associazione Azione Scuola che rappresenta i docenti precari. Hanno partecipato il direttivo con il Presidente Bruno Ventura, gli On.li Silvia Chimienti, membro della Commissione Cultura del Movimento Cinque Stelle e Mario Pittoni, responsabile Nazionale Scuola per la Lega Nord. L’On.le Stefano Fassina ha incontrato i membri del direttivo in mattinata presso Palazzo Montecitorio. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Azione Scuola in collaborazione con l’Associazione Ex-Parlamentari. All’ordine del giorno sono stati illustrati e discussi i seguenti punti: la proposta di piano di reclutamento transitorio alternativo alla legge 107 “la Buona Scuola” che prevede: la priorità allo svuotamento definitivo delle GaE; la provincializzazione della seconda fascia; un piano di concorsi per soli titoli per abilitati; l’istituzione di un percorso abilitante annuale per non abilitati alternativo agli attuali TFA/PAS con test di ingresso (oggettivo) solo in caso di richieste superiori ai posti. La tutela giuridico-legale dei docenti precari. L’auspicio di una collaborazione a tutto campo tra le varie categorie di precari/abilitati.

Le mozioni parlamentari e le proposte per immissione in ruolo dei docenti esclusi dal piano straordinario di assunzioni delle legge 107 e dal concorso docenti 2016. L’accettazione di una siffatta proposta comporterebbe la neutralizzazione delle discriminazioni prodotte dalla chiusura delle Graduatorie Permanenti (attualmente ad esaurimento) che hanno spaccato il fronte dei precari in base all’anno di immatricolazione, come accaduto per i laureati in Scienza della Formazione Primaria v.o., la certezza del ruolo per i precari storici delle Gae e quella relativa al futuro dei colleghi della III fascia delle graduatorie di istituto ancora in attesa del III ciclo  Tfa.

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Ma l’effetto maggiormente benefico si avrebbe sui conti dello Stato, grazie alla cessazione immediata di tutti i contenziosi ancora pendenti nei tribunali ordinari e amministrativi per ottenere il giusto riconoscimento di un inserimento in Gae, ancorché colpevolmente tardivo per l’enorme mole prodotta dai ricorsi, dove l’autonomia discrezionale in seno alla magistratura continua a sciorinare assurde discriminazioni tra colleghi dello stesso grado, come nel caso dei diplomati magistrali ante 2001/2002. Si tratta di un semplice riordino facilmente attuabile in base ad un normale turn-over annuale sul fabbisogno nazionale in quanto lo sblocco della situazione dei pensionamenti, derivante dalla decisione della Consulta che ha giudicato incostituzionale il blocco della rivalutazione delle pensioni introdotto dalla Legge Fornero, libererà nel corso del prossimo quinquennio circa 300.000 cattedre.

Fin qui se ci si limita a considerare che queste ultime sono su posto comune. Va da se che le rinnovate esigenze di copertura dei posti sul sostegno, non adeguatamente soddisfatte da un concorso cervellotico e pieno di incongruenze e variabili indipendenti che ingenerano più di un dubbio sulla regolarità delle procedura concorsuali ancora in atto, potranno utilmente essere risolte grazie a quel contingente di precari di cui sopra che hanno terminato o si apprestano a svolgere i relativi corsi di specializzazione. La scuola ha bisogno di continuità didattica e gli studenti bisognosi di insegnanti specializzati sul sostegno ancora di più.