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Azzolina sul tracciamento: non si è in grado di farlo e si preferisce dire che non serve

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La ex ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina interviene nel dibattito pubblico sulla scuola, tra le criticità relative all’inizio dell’anno scolastico, le classi pollaio, la questione reclutamento e assunzioni.

A poche ora dall’intervento alla Camera del responsabile Invalsi Roberto Ricci, che riferisce sulla regressione degli apprendimenti degli alunni, ridimensionando il ruolo delle cosiddette classi pollaio che, sembra, non incidano particolarmente sugli esiti della didattica (se non in presenza di contesti socio-culturali già svantaggiati), Lucia Azzolina torna sull’argomento, puntando l’accento sull’organico Covid di cui ad oggi non si parla.

Dichiara la ex Ministra: “Avere più personale scolastico significa poter ridurre il numero di alunni per classe e quindi garantire meglio il distanziamento. L’anno scorso, per la riapertura di settembre, abbiamo investito quasi 2 miliardi di euro per avere 70 mila persone in più, tra docenti e ata. Quest’anno sono stati tagliati. Perché?”

Inizio scuola

E sull’inizio dell’anno scolastico 2021-22, lamenta ritardi: “Mancano meno di due mesi alla riapertura delle scuole ma sembra che una beffarda macchina del tempo ci abbia riportati al luglio del 2020, quando ancora, nell’illusione dell’estate quasi Covid free, si correva verso l’autunno, in assenza di vaccini e con i tamponi ancora lontani dalle farmacie”.

Allora – ricorda la ex Ministra – tra i problemi più complessi c’era quello dei trasporti, gestito dalla ministra Pd Paola De Micheli. Ancora oggi “sentire Massimiliano Fedriga dire che si torna a scuola solo con l’80 per cento di capienza mi sembra un dejavu. Con il rischio di cambiare i parametri al 50 per cento ad ottobre? Un incubo già visto – commenta”.

Sugli altri fronti, nel Governo Conte 2 si era fatto di più, argomenta Lucia Azzolina, si era programmato un avvio dell’anno scolastico in sicurezza, con 40 mila aule in più, con gli accordi per le lezioni all’esterno, in cinema, biblioteche, teatri, con 70 mila docenti e Ata in più.

Nessun tracciamento

Passi indietro, quelli fatti dal Governo Draghi, secondo la ex di Viale Trastevere: “Oggi leggo addirittura, nella circolare mandata alle scuole, che il tracciamento non va fatto. Ma come? Sarà forse che non si è in grado e si preferisce dire che non serve?”

Un tema del quale abbiamo discusso anche noi della Tecnica della Scuola, che abbiamo sollevato dei dubbi sul parere del Cts, per il quale screening e tracciamento all’ingresso delle scuole non sono necessari.

Obbligo vaccinale docenti

E sull’obbligo vaccinale docenti, il tema caldo dell’estate, la deputata pentastellata osserva: “Il vaccino al personale credo sia inevitabile per il Governo, ma è una foglia di fico, vaccinare il personale non risolverà il problema. Chi lo pensa, o è in malafede o ignora del tutto la situazione. Se le misure rimarranno quelle di adesso il disastro è annunciato, indipendentemente dalla vaccinazione del personale”.