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Bambino caduto dalla scala. Forse nella sentenza di condanna ha pesato il fatto che in classe c’erano due maestre

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Sta facendo discutere parecchio la vicenda della condanna ad un anno di carcere della maestra della scuola Pirelli di Milano dove un anno e mezzo fa un bambino di classe prima è morto per essere precipitato dalla scala.
In molti parlano di sentenza ingiusta e si dicono preoccupati perché “una cosa del genere potrebbe capitare a chiunque”.
Al momento è impossibile esprimere un parere perché il testo della sentenza non è ancora noto, ma qualche osservazione si può già fare.
Intanto c’è da dire che la pena per la docente è inferiore a quella inflitta alla collaboratrice scolastica, condannata a due anni.

Questo significa che il tribunale ha ritenuto la collaboratrice colpevole in misura maggiore; in effetti, stando alle risultanze delle indagini la collaboratrice avrebbe abbandonato la propria postazione nel corridoio e proprio per questo il bambino era rimasto incustodito per pochi minuti.
Minuti nei quali, però, aveva potuto salire su una sedia da ufficio sporgendosi dalla scala e precipitando da un’altezza di più di 10 metri.

Forse, nel decidere la pena per la maestra, il tribunale ha tenuto conto anche di un altro aspetto: nel momento in cui il bambino aveva chiesto di uscire dalla classe per andare in bagno, nell’aula erano presenti due maestre. E’ probabile che il giudice abbia anche tenuto conto del fatto che essendo presenti in classe due insegnanti, una delle due avrebbe forse potuto accompagnare il bambino oppure accertarsi con maggiore precisione della presenza della collaboratrice nel corridoio.
Ma questo lo sapremo meglio fra qualche mese quando si svolgerà il processo nei confronti della seconda insegnante che ha scelto il rito ordinario e non quello abbreviato che ha avuto oggi l’esito di cui si è già detto.

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