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Basta che sia donna

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“Il nuovo governo, terzo della XVII legislatura, va prendendo forma tra continuità e rinnovamento. Nel panorama che si sta delineando accanto a Paolo Gentiloni premier, c’è un totoministri: alcuni confermati, altri esclusi. Tra questi ultimi ci sono diverse donne messe in crisi da una valutazione sommersa e in via di rimozione”: lo sostiene l’onorevole Paola Binetti (Udc).

Partito con un gruppo di ministri al 50% donne e al 50% uomini, sostiene la parlamentare,  questa proporzione fu “velocemente ribaltata dalle prime uscite, dalla Lanzetta alla Mogherini, una rimandata a casa e l’altra promossa in Europa. Ma già dai primi segnali di questo nuovo governo ancora in fieri, si sente parlare di ministri donne che tornano a casa… dalla Boschi alla Giannini, dalla Madia alla Lorenzin… In un anno speciale in cui abbiamo ricordato i 70 anni del voto alle donne, le loro conquiste e i loro ruoli politicamente rilevanti, non vorremmo che la crisi di governo coincidesse anche con la crisi delle donne al governo”.

“Molte di loro hanno contribuito positivamente alle tante cose buone di questo governo e rottamarle sembra davvero di cattivo gusto!”

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L’on Binetti ha pure chiesto la legge elettorale, “ma anche politiche positive per la scuola e la famiglia, per la salute e per la semplificazione burocratica; chiediamo soluzioni concrete per problemi rimasti a metà. Un governo che sia in carica a pieno titolo per risolvere problemi concreti completando gli iter legislativi rimasti a metà o vanificati da inadempienze dell’ultimo momento… E le donne sanno mettere punti fermi al loro lavoro, non dimentichiamolo. Non a caso hanno in mano scuola e salute”.

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