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17.09.2026

Basta spendere soldi in armi, utilizziamo i fondi pubblici per la scuola e gli stipendi dei docenti: l’appello

Salvatore Distefano, intellettuale e storico catanese fra i più sensibili e raffinati studiosi della città etnea, nonché Presidente dell’Associazione etnea studi storico filosofici, ci fa pervenire una riflessione sulla guerra e la scuola, e dunque sul ruolo strategico che l’istruzione può avere per attenuare e contrastare qualunque dissidio fra i popoli. É anche un appello affichè la scuola e le famiglie si impegnino a “favorire l’apprendimento nonché la crescita umana e culturale delle nuove generazioni”.

Attori e attrici, scrittori e scrittrici, cantanti, artisti e intellettuali di ambiti diversi si sono uniti – e tanti altri lo faranno sicuramente nelle prossime settimane – per lanciare la campagna pacifista “Basta spendere soldi in armi, l’insegnamento è ciò che ci rende una democrazia; utilizziamo i fondi pubblici per migliorare la scuola italiana per le strutture, la didattica, i programmi e gli stipendi dei docenti.”

Infatti, come scriveva il grande giurista Piero Calamandrei, “La scuola è un organo costituzionale, una istituzione centrale della democrazia; un organo ematopoietico paragonabile a quelli che nell’organismo umano hanno la funzione di creare il sangue”.

Non per caso, per Calamandrei gli articoli della Costituzione che si occupano della scuola (articoli 33 e 34), proposti nell’Assemblea Costituente dal grande latinista Concetto Marchesi, sono tra i più importanti dell’intera Costituzione e della vita culturale, sociale e politica del nostro Paese.

Noi, – intellettuali, artisti, docenti, cittadini e coloro che amano la pace e sono contro la “Terza Guerra mondiale a pezzi” -, concordiamo con quanto scrive padre Alex Zanotelli: “Il futuro non si arma, si insegna! È mai possibile che l’Europa abbia deciso di investire nei prossimi anni 800 miliardi di euro in armi? […] salta uno degli elementi fondamentali in cui uno Stato deve investire: la scuola! […] Dobbiamo finirla con queste spese in armi e dobbiamo dare la priorità alla scuola e alla sanità pubblica (ma anche pensioni, trasporti, casa, e tanto altro, ndr)”.

Con questo appello vogliamo sensibilizzare la società civile e le forze democratiche che vogliono difendere e potenziare la scuola e che intendono svolgere battaglie culturali di ampio respiro.

Vogliamo sensibilizzare tutto il mondo della scuola e le famiglie impegnate a favorire l’apprendimento nonché la crescita umana e culturale delle nuove generazioni.

Vogliamo dare piena attuazione al dettato costituzionale che afferma che <<L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. […]

La scuola è aperta a tutti. […] I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto […]>>.

Salvatore Distefano, Presidente dell’Associazione etnea studi storico filosofici

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