Da docente vorrei esprimere il mio plauso e sostegno all’assessore Cinzia Petetta che ha proposto di celebrare la “Giornata internazionale dell’uomo”.
Nella scuola si contribuisce a “fare cultura” e sembra davvero indispensabile riproporre una visione equilibrata dei due sessi: se la “festa dell’uomo” può in qualche modo riportare al centro del dibattito l’importanza della complementarietà tra sessi, ben venga la festa dell’uomo. Lo dico però anche da donna, è diventato insopportabile farci trattare come una specie in via di estinzione, come accaduto in passato con le quote rosa e di recente il reato del cosiddetto “femminicidio”.
Sembra ormai indispensabile, oggi, chiedere la parità, non per la donna, bensì per l’uomo, considerato a tutti gli effetti un orco a prescindere, solo in quanto maschio, secondo l’opinione di certe femministe. Tentare nuove strade per superare l’ostilità e l’aggressività da parte di una certa categoria di donne nei confronti dell’uomo è sicuramente un modo costruttivo per riproporre ruoli diversi tra maschio e femmina, sanciti dalla natura: protezione, accoglienza, rispetto, tenerezza…
Per ricostruire la famiglia, nucleo fondante della società, serve capire quali sono stati gli errori del passato per cercare di emendarli. In particolare, io penso alla legge 194/78 e all’articolo cinque, che esclude l’uomo dal processo di decisione abortiva, delegata in esclusiva alla donna. Oltre ad avere in questo modo condannato a morte dei bambini innocenti, dal momento che una legge fa anche cultura, si è ingenerato un modo di pensare che considera l’uomo privo di diritti in merito al figlio concepito da entrambi, padre e madre.
Nell’arco di cinquant’anni ormai l’uomo ha abdicato al proprio ruolo di protezione della donna e del bambino, facendo un passo indietro sui propri doveri e contribuendo in questo modo a creare una mentalità perdente, agli occhi di noi donne che ancora crediamo di poter avere un supporto in un momento di difficoltà. Rimettiamo al centro la questione, creiamo un dibattito: la “festa dell’uomo” può esserne il punto di partenza.
Prof. Vittoria Criscuolo, vicepresidente Comitato “Pro-life insieme