Ieri, 12 novembre, c’è stata una vera tragedia: ad Arezzo, in un asilo nido, un bambino di due anni è morto soffocato. Il piccolo sarebbe rimasto impigliato in un ramo, in giardino. Come riporta Il Corriere della Sera, una delle maestre presenti si sarebbe sentita male.
La donna avrebbe avuto una crisi d’ansia e sarebbe stata portata in ospedale, dove le è stato somministrato l’ossigeno.
Adesso è partita un’inchiesta per omicidio colposo della procura di Arezzo, che ha disposto anche il sequestro della struttura, con particolare riferimento al giardino teatro della tragedia. Probabile, anche se non ancora decisa, l’autopsia.
Si tratta adesso di accertare eventuali responsabilità: è stata colpa solo dell’imponderabile oppure è mancata la sorveglianza, ci sono stati ritardi fra quando il piccolo ha avuto l’incidente e il momento in cui il personale è intervenuto? È il nodo fondamentale dell’inchiesta.
I medici e il personale dell’ambulanza hanno cercato per oltre un’ora di rianimare il piccolo finché non si sono dovuti arrendere all’evidenza. L’elicottero non ha fatto neppure in tempo ad atterrare: troppo tardi per tutto. Intanto, erano arrivati anche i Carabinieri che hanno fatto uscire tutti, maestre e personale compresi.
“Oltre al dolore c’è il dovere di fare chiarezza su quanto accaduto — le parole della presidente di Italia Viva Maria Elena Boschi, aretina — la sicurezza dei più piccoli deve essere una priorità e ogni scuola, ogni luogo educativo, deve essere un posto sicuro”.