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Bimbo ucciso a botte dal padre: le maestre sapevano, ma hanno taciuto. Miur invia gli ispettori

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Nessuno è intervenuto per salvare la vita di Giuseppe, il bambino massacrato di botte dal patrigno a Cardito.

La mamma è stata arrestata per complicità, ma Chi l’ha Visto? racconta che anche la scuola non ha fatto nulla per impedire la tragedia, nonostante il bambino e la sorella mostrassero ogni giorno lividi ed ecchimosi.

In un’intercettazione le maestre raccontano della violenza subita dai bambini e di una nota inviata alla preside.

Le insegnanti, infatti, sapevano e avevano inviato nove giorni prima della tragedia una nota alla dirigente della scuola, una segnalazione che si è rivelata tardiva e incompleta.

Nessuna collaborazione sarebbe invece venuta dalle due maestre di Giuseppe, una delle quali lo chiamava “scimmietella”.

Intercettate nella sala d’aspetto del commissariato di polizia dove erano in attesa di deporre, le insegnanti avrebbero concordato come comportarsi. “Io faccio la faccia di c…”, dice una, mentre l’altra ride.

“Colpisce e sconcerta l’atteggiamento ilare e oppositivo”, scrive il gip, che sottolinea come le due donne concordino di affrontare l’interrogatorio “in maniera proterva e senza cedimenti”.

Sotto accusa anche il comportamento della preside: si parla di “colpevole negligenza”, per non aver preso immediatamente iniziative a tutela della bambina.

Ora la posizione della funzionaria è al vaglio della Procura di Napoli, mentre il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, così come segnalato dal Corriere della Sera, ha già inviato gli ispettori alla Quasimodo.

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