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Bocciati al test d’ingresso in Medicina unitevi: in Albania è possibile il riscatto

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E così, dice il Corriere della Sera, l’università privata Nostra Signora del Buon Consiglio ha visto arrivare 596 aspiranti dottori italiani pronti a sostenere il test d’ingresso composto da 60 quesiti di scienze da risolvere in un’ora. Niente cultura generale e un bonus diploma che vale fino a 30 punti su un massimo di 90.
Il Corriere della Sera scrive: “Fallita l’ammissione in Italia in centinaia hanno varcato l’Adriatico per iscriversi alla Nostra Signora del Buon Consiglio, l’unico ateneo del posto che rilascia lauree congiunte con alcune università del nostro Paese, Tor Vergata su tutte. Funziona così: ti immatricoli a Tirana, passi gli esami (nella nostra lingua) e alla fine avrai un pezzo di carta — spiega il rettore Paolo Ruatti — «che è anche una laurea italiana, quindi non c’è bisogno di farla convalidare».
L’università è gestita da una fondazione della Congregazione dei figli dell’Immacolata concezione nell’anno accademico 2012-2013 sono stati 300 i ragazzi italiani che l’hanno frequentata: “Certo, prima bisogna passare il test. Che però, almeno a leggere il bando ufficiale, non indica il numero di posti disponibili. La cifra fornita, in via ufficiosa, è di 150-160″.
Il sogno di diventare medico poi continua a Tirana solo per chi può permetterselo: “Le rette annuali si aggirano attorno ai 7-8 mila euro. Ai quali vanno aggiunti i soldi per l’affitto e il cibo. «Ma almeno il costo della vita è basso», tranquillizzano Luigi Lisi, ventenne di Terlizzi, e Tommaso Cassano, 22, di Frosinone, iscritti qui dal 2012. Anche loro, come i coetanei di ieri, hanno fallito il test di ammissione a Medicina in Italia”.