Un docente di educazione fisica di 64 anni fa è stato condannato in primo grado a quattro mesi di reclusione per abuso di mezzi di correzione e quattro mesi di interdizione dall’insegnamento. La sentenza riguarda fatti contestati tra il 2017 e il 2020: la difesa ha annunciato appello e il docente non ci sta.
Come riporta Il Corriere della Sera, l’uomo si è difeso così: “Se correggo la postura di un ragazzo ai blocchi di partenza con un bastoncino di plastica in dotazione alla scuola e questo diventa un colpo con una mazza da golf, allora è valido tutto. E io non posso difendermi da nulla”.
“Nel febbraio 2020 sono stato sospeso per un anno dall’insegnamento. Ma quella sospensione non era per i fatti del processo: era per aver chiesto ai ragazzi, durante la mia ora, cosa stesse succedendo. Me lo aveva suggerito la dirigente dell’epoca: quando ci sono problemi, parlate con la classe in modo sereno, diceva”, queste le sue parole.
Secondo il professore, tutto nasce da un tema assegnato durante un’ora di Educazione Civica intitolato “Quando il bullo è il professore”. “Un ragazzo aveva scritto che gli avevo detto che la sua prestazione non rientrava nei parametri. Io intendevo che i suoi tempi per la corsa campestre non erano nei requisiti richiesti. Lui mi ha detto che era uno sfogo, che aveva fatto un tema di fantasia. Ho convocato la madre, e pensavo finisse lì”.
I nove studenti hanno parlato di insulti omofobi e abilisti, di umiliazioni ripetute. Il professore respinge ogni accusa: “Non ho mai detto a un ragazzo ‘ti muovi come un gay’. Noi abbiamo un progetto sportivo legato al Coni in cui distinguiamo tra agonisti e ‘divanati’, cioè chi pratica sport e chi è sedentario. Non è un insulto, è una categoria tecnica per orientare le famiglie. E se un ragazzo si chiama Denny e l’ho chiamato ‘Danny DeVito’ per assonanza, senza alcuna intenzione offensiva, non credo sia un crimine”.
E ancora, su un episodio di un presunto colpo con una mazza da golf: “Avevamo in dotazione un bastoncino di plastica. Se uno parte dai blocchi con il bacino troppo alto, lo tocchi per correggere la postura. Dire che ho colpito al costato con una mazza da golf è un’altra cosa”.
Nel 2021, mentre il procedimento era in corso, la sua auto è stata imbrattata sotto casa con scritte e petardi. “Ho riconosciuto quattro ragazzi dei nove che avevano aperto le lamentele nella scuola. Poi si sono scusati, dicendo che era una bravata. È stato un periodo pesante”. Dal 2021 insegna in un’altra scuola media del Trevigiano. “È cambiato il mio modo di insegnare. Sono attentissimo alle parole, alla distanza fisica. Sto molto più prudente”.
“Siamo agli albori del primo grado. Rimango esterrefatto dalla sentenza. Tante persone presenti in aula, non di parte, mi hanno manifestato solidarietà”. A chi gli chiede se si senta vittima di un fraintendimento o di un errore giudiziario, risponde cauto: “Questo dobbiamo ancora valutarlo”.