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17.09.2026

Bollo auto “congelato” per un anno, il Governo utilizza 2,3 miliardi non spesi per altri interventi pubblici: neanche un euro tolto a Scuola e Sanità

Il Consiglio dei Ministri “congela” per un anno la tassa del bollo auto. Non per tutti i veicoli, ma per la maggior parte. Si tratta, ha detto la premier Giorgia Meloni, di “una delle tasse più odiate dagli italiani”: la stessa presidente del Consiglio ha annunciato l’esenzione una tantum che riguarderà solo le persone fisiche in possesso di automobili di potenza fino a 80 kW (109 CV) regolarmente assicurate: in tutto, si tratta di circa 13,2 milioni di auto in circolazione e di tutti i motocicli (circa 1,3 milioni).

“Sono soldi che lo Stato non ha speso, erano per altri interventi pubblici che erano stati accantonati, per opere che non sono cominciate; hai da parte un risparmio che non puoi spendere e, invece di tenerlo fermo, le metti nelle case, nelle imprese, nelle famiglie.  Non c’è un euro tolto né alla Scuola né alla Sanità. Anzi”, ha precisato il segretario della Lega Matteo Salvini a 4 di Sera su rete 4. Il leader del Carroccio ha anche specificato che stiamo parlando di “2,3 miliardi che avremmo potuto tenere nel cassetto”.

Secondo Nicole Matteoni, deputata di Fratelli d’Italia, “questa tassa, che da anni attanaglia gli italiani, è stata una tassa sul patrimonio a tutti gli effetti che ha leso soprattutto il ceto medio. Avere infatti un’auto per portare i figli a scuola o andare a lavorare non deve essere un lusso”.

Alcune associazioni, come Assoutenti, hanno espresso il loro immediato apprezzamento per la decisione: “Una tassa in meno per i cittadini è sempre una notizia positiva soprattutto in una fase nella quale le famiglie stanno affrontando aumenti importanti sul fronte dell’energia, dei carburanti e del costo generale della mobilità”, ha dichiarato Gabriele Melluso, presidente nazionale di Assoutenti.

Per l’associazione, tuttavia, “la discussione sulla fiscalità legata alla mobilità dovrebbe essere l’occasione per affrontare anche un altro tema strategico: il costo dei carburanti sostenuto dalle aziende, pubbliche e private, che effettuano servizi di trasporto pubblico locale sulla base di contratti di servizio affidati dagli enti pubblici”.

Perché, ha continuato Melluso, “defiscalizzare o ridurre in maniera strutturale la componente fiscale dei carburanti utilizzati per il Tpl significherebbe sostenere non semplicemente le aziende di trasporto, ma milioni di cittadini che ogni giorno utilizzano autobus e mezzi pubblici per andare al lavoro, a scuola, all’università o per accedere ai servizi essenziali”.

Anche Adriano Bordignon, presidente del Forum delle associazioni familiari, ha accolto “con favore” la misura, perché – ha detto ad Adnkronos/Labitalia – “alleggerisce il carico fiscale sulle famiglie italiane, alle prese con un caro-vita che non accenna a fermarsi. L’esenzione dal bollo auto per il 2027, prevista dalla bozza di decreto legge, va nella direzione giusta, ma così come disegnata rischia di lasciare indietro proprio i nuclei più numerosi”.

Secondo Bordignon, “il limite di un solo veicolo per famiglia” come appare nella bozza del dl “non tiene conto di una realtà evidente: le famiglie con più figli hanno spesso bisogno di più di un’auto per conciliare lavoro, scuola, sport e attività dei figli. Chiediamo che nel passaggio parlamentare si introduca una modulazione legata al numero dei componenti del nucleo familiare, così da rendere il beneficio proporzionato ai carichi familiari reali e non il solito provvedimento cieco al tema della natalità e nel quale è irrilevante la composizione della famiglia”.

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