La Guardia di finanza ha scoperto che su 5 milioni e 200mila euro in borse di studio assegnati agli studenti, italiani e stranieri, circa un milione e 200mila euro sono stati percepiti indebitamente.
Lo scrive il Corriere delle Sera, secondo il quale, altri 900mila euro sono stati bloccati prima di essere erogati, denunciando così 334 furbetti e segnalandone altri 50.
Intanto le indagini sono in corso in tutta Italia e promettono ulteriori sviluppi, mentre si teme, considerati i numeri, l’ennesima truffa ai danni dello Stato.
I sospetti, secondo il racconto del quotidiano, venero nel giugno 2024 da parte della ministra dell’università Anna Maria Bernini durante alcune missioni all’estero.
Parlando con il nostro personale diplomatico si scoprirono delle difformità nelle autocertificazioni di parecchi ragazzi, perlopiù indiani, bengalesi, iraniani, pakistani, camerunensi, che chiedevano il visto per trasferirsi in Italia come universitari.
Nella richiesta infatti, il reddito denunciato nella domanda di visto si dimezzava, una volta arrivati nel nostro Paese, al momento di presentare la richiesta per la borsa di studio.
E così l’avvio dell’inchiesta e la relativa scoperta del sistema.
A Torino, per empio, in 4 alloggi risultavano vivere in affitto in 66 persone, autocertificando all’Edisu piemontese l’alloggio a titolo oneroso per ottenere la borsa di studio, mentre in realtà, vivevano tutti da amici e parenti.
Connivente il locatore che otteneva da loro tra i 500 e i 600 euro per ogni contratto fasullo, molto meno di quanto fruttava l’assegno del ministero, pari anche a 8 mila euro l’anno.
Stesso meccanismo a Bologna e in altre città, mentre ad Ancona la truffa è venuta a galla perché, su 180 mila euro erogati a studenti indiani, grazie al supporto del Consolato generale d’Italia a Mumbai, oltre 200 atti rilasciati da uffici pubblici di quel Paese (certificazioni reddituali, attestazioni Isee) sono risultati contraffatti.
L’indagine è ancora in corso.