Oggi, giovedì 16 aprile dalle ore 11.00, presso la Sala “Aldo Moro” del MIM, si è svolto l’evento “La scuola ferma i bulli. Esempi di buone pratiche educative”. Ad intervenire il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
“Credo che sia la scuola che può insegnare alla scuola stessa, i giovani che insegnano ai giovani. Il Mim ha fatto tantissimo in questi anni, ma non voglio annoiarvi. A livello europeo si sottolinea l’esplosione del bullismo e della violenza soprattutto a partire dal secondo decennio del Duemila”.
“Questo è riconducibile all’influenza negativa di social e web. All’indomani dell’episodio della docente accoltellata io ho auspicato l’approvazione rapida di norme che vietino l’uso dei social. Ma dobbiamo riconoscere che il bullismo c’è sempre stato. Oggi, nascosto nelle pieghe dell’anonimato social, c’è una esplosione del fenomeno”.
“Ma è radicato nella vigliaccheria di tutti noi. Non è un caso che l’anonimato dei social favorisca il bullismo. Partiamo dalla capacità di immedesimarsi nel prossimo. Il cambiamento inizia da noi, dalla capacità di immedesimarsi. Ho voluto l’educazione all’empatia. L’educazione all’affettività non è altro che educazione all’empatia, ad immedesimarsi”.
“Il bullismo nasce dall’odio, la società ha fatto dell’odio la sua cifra di riferimento. Basta stare in silenzio, gli adulti lo hanno insegnato. Seguiamo le regole. Dobbiamo mettere dei confini al nostro ‘io’, che non è divino ma umano. La cultura del rispetto parte da qui, dal limite del nostro ‘io’. Dobbiamo riabituare la società ad avere valori forti. Mi rivolgo alle vittime di bullismo: voi siete più forti rispetto al bullo, voi valete di più, rialzatevi. La scuola vi deve insegnare anche la libertà. La scuola è fatta proprio per questo.