Una madre esasperata ha deciso di denunciare gli atti di bullismo subiti dalla figlia alla Procura di Napoli Nord: secondo la donna la figlia, alunna di 10 anni, sarebbe stata oggetto di “ripetuti episodi di bullismo”. Lo riporta Ansa.
“Ho segnalato tantissime volte la situazione alla dirigente scolastica, alla vicepreside e alle insegnanti, ma purtroppo nulla è stato fatto”, afferma. “Ho denunciato la rottura degli occhiali da vista per ben due volte, le hanno messo la colla nei capelli, l’hanno presa a calci e pugni, e tanto altro”.
Tra gli episodi segnalati, anche uno che sarebbe accaduto il 5 marzo scorso: secondo il racconto, la ragazzina avrebbe accusato forti dolori a una gamba a causa di alcuni calci ricevuti nei giorni precedenti e, successivamente, sarebbe caduta nei corridoi riportando la frattura della rotula.
“Mia figlia si è fatta male durante la terza ora di lezione, tra le 10,30 e le 11, ma io non sono stata avvisata immediatamente e non sono stati chiamati nemmeno i soccorsi – continua la madre – e dai racconti di mia figlia ho saputo che la docente presente in classe, supplente della titolare assente, l’avrebbe fatta camminare malgrado il dolore, sostenendo che stesse bene e che non vi fosse necessità di chiamare i soccorsi”.
“Attraverso il mio legale ho scritto all’Ufficio Scolastico Regionale della Campania e al Ministero dell’Istruzione senza ottenere alcun riscontro concreto”, conclude la donna, “e per questo motivo ho deciso di depositare direttamente una denuncia in Procura”.
In un focus di qualche mese fa abbiamo cercato di capire cosa prevede la nuova legge contro il bullismo voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la n. 70 del 2024: cosa è cambiato? Cosa deve fare ogni scuola? Cosa dicono le linee guida in merito, che non vengono aggiornate dal 2021? Concretamente, cosa deve fare un docente che si trova davanti ad un caso di bullismo? Quali obblighi hanno i dirigenti scolastici?
Inoltre, abbiamo cercato di capire cosa aveva messo in atto, prima del suicidio di Paolo, la sua scuola, al momento oggetto di ispezione da parte del Ministero.
Nell’immaginario collettivo, purtroppo, il bullismo è considerato spesso alla stregua di una ragazzata. Così non è, spiega l’avvocato Dino Caudullo, esperto di diritto scolastico. Le responsabilità degli studenti che si macchiano di questi comportamenti possono essere penali e civili, coinvolgendo anche le famiglie. Quanto ai docenti e ai dirigenti scolastici, sono legate principalmente alla vigilanza e all’omessa denuncia.