Il bullismo torna al centro del dibattito pubblico attraverso la testimonianza di uno dei volti più seguiti della musica italiana. Samurai Jay, rivelazione dell’ultimo Festival di Sanremo con il brano “Ossessione”, si è raccontato senza filtri in un servizio de “Le Iene”, scegliendo per due giorni di essere semplicemente Gennaro Amatore, il ragazzo cresciuto in un paese alle porte di Napoli. Al giornalista Nicolò De Devitiis ha consegnato un racconto crudo e diretto sulla violenza subita durante gli anni scolastici, diventato in poche ore uno dei contenuti più condivisi sui social.
Le parole del rapper non lasciano spazio all’interpretazione. “Fuori dalla metro o nei corridoi della scuola mi accerchiavano e mi picchiavano,” ha dichiarato il cantante nel servizio andato in onda. “Mi accerchiavano in cinque o sei e mi davano calci e pugni. Non ho mai reagito. Dalla rabbia e dalla collera rimanevo interdetto. Non sono mai riuscito a dare uno schiaffo o un pugno”. Il cantante era bersaglio dei bulli per ragioni legate sia all’aspetto fisico sia a gusti e attitudini percepiti come diversi dal gruppo. “In un paese è difficile essere diverso,” ha spiegato. “Venivo bullizzato per il mio corpo, ma anche perché ascoltavo altra musica e avevo un’attitudine diversa”.
Grazie all’intervista, il rapper ha voluto rivolgere un messaggio diretto ai propri fan, molti dei quali giovanissimi. “Non c’è niente di sbagliato nel chiedere aiuto,” ha detto. “Non sono mai stato così Genny davanti a una telecamera”. Il messaggio è stato ribadito anche attraverso i suoi canali social: “Vi voglio bene, ricordatevi che non siete mai soli”.