Home Politica scolastica #riformabuonascuola: le proposte degli studenti

#riformabuonascuola: le proposte degli studenti

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Le 7 associazioni, di varia ispirazione (si va dall’UdS al Movimento Studentesco Nazionale) chiedono congiuntamente interventi significativi sul DdL “Buona Scuola”.
 
Prima di tutto occorre una legge quadro nazionale sul Diritto allo Studio, per rispondere all’emergenza del 17,6% di dispersione scolastica e anche al 17% di under 18 in situazione di povertà (dati OCSE). È una responsabilità a cui il Parlamento non può sottrarsi, e che tutte le associazioni pongono come assoluta priorità anche a seguito di un lungo lavoro condiviso sul tema. La delega sul diritto allo studio va precisata, per impegnare seriamente il Governo a un intervento che risponda alle esigenze degli studenti e delle famiglie meno abbienti.
 
Chiedono poi congiuntamente di normare una “Carta dello Studente” equivalente alla “Carta del Docente” (la “Carta dello studente”, per accedere a servizi di welfare studentesco, è presente in quasi tutti i Paesi europei).
 
Ancora, propongono di rendere obbligatoria (e slegata quindi dai limiti finanziari) la formazione alla sicurezza per gli studenti che svolgono alternanza scuola/lavoro: non è possibile che si possano avviare processi di alternanza senza una formazione garantita alla sicurezza sul luogo di lavoro.
 
Il quarto punto prevede l’avvio celere di una discussione sulla riforma degli organi collegiali. Un primo passaggio è l’istituzione, già prevista dal DPR 567/1996, del “Comitato studentesco” in tutte le scuole; chiediamo che tale Comitato si possa esprimere sul Piano Triennale, dopo l’elaborazione del Collegio Docenti e prima dell’approvazione in Consiglio d’Istituto.
 
Infine, invitano il Governo a non terminare con la “Buona scuola” la fase di riforme: occorre intervenire anche sui cicli, sulla revisione dei programmi e sui metodi didattici.
 
Ogni associazione ha poi espresso le proprie singole valutazioni. Credono sia tuttavia importante dare diffusione dei punti condivisi, che chiamano il Parlamento a un reale ascolto nel merito di temi importanti.
 
 
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