Home Generale Buone pratiche in tempo di pandemia: #IoRestoErasmus

Buone pratiche in tempo di pandemia: #IoRestoErasmus

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Ad aprile 2020 la community Erasmus plus ha lanciato l’iniziativa #IoRestoErasmus, per sostenere tutti coloro che, promotori di progetti, partner, membri di consorzi, avevano programmato la mobilità verso altri paesi europei, proprio quando questa è stata drammaticamente limitata. Il Programma Erasmus + non si è fermato, si adatta al momento storico, fa tesoro dei risultati ottenuti e continua ad esplorare nuove strade. Così si leggeva nelle dichiarazioni dei responsabili dell’Agenzia Nazionale Indire, promotori di #IoRestoErasmus.

In quell’occasione è stata lanciata una vera e propria campagna di condivisione di buone pratiche, di raccolta di testimonianze, per esempio un’immagine che possa rappresentare il lavoro di cooperazione a distanza, un ricordo della mobilità, lavori o disegni realizzati dagli alunni, il logo del progetto, la foto di un momento speciale, la copertina di una pubblicazione.

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Anche le due community europee eTwinning ed Epale hanno avuto un ruolo cruciale a supporto della cooperazione e della condivisione di buone pratiche, risorse e riflessioni, in particolare l’iniziativa #eTwinningNonSiFerma, con la quale gli eTwinners sono stati invitati a utilizzare Instagram per raccontare le storie di didattica a distanza e diffondere un sentimento di fiducia e speranza per tutto il sistema scolastico. La piattaforma EPALE ha dal canto suo connesso la comunità dei professionisti dell’apprendimento degli adulti, un luogo online in cui la comunità si è potuta riunire per condividere idee, strumenti, risorse e formazione.

Buone pratiche condivise: il CEIPES di Palermo

In collaborazione con il Centro Internazionale per la Promozione dell’Educazione e lo Sviluppo – CEIPES di Palermo, l’Agenzia Nazionale Indire ha promosso due progetti innovativi, che si sono sviluppati e conclusi proprio durante una delle fasi più critiche della pandemia: 3D4KIDS e E3D+VET. Sono state coinvolte rispettivamente due scuole e un’associazione di Palermo, l’ICS Monsignor Gagliano di Altavilla Milicia e l’IISS Pio La Torre, oltre a Si.da associazione psicoeducativa che lavora con bambini che hanno disturbi specifici dell’apprendimento.

Le due azioni progettuali hanno visto al centro l’uso delle stampanti 3D, coinvolgendo le scuole secondarie di primo grado, allievi e docenti, affinchè fossero formati in campo tecnologico sull’uso della modellazione CAD e delle stampanti 3D.

Nella prima fase, prima della chiusura delle scuole, entrambi i progetti sono stati vissuti in prima persona da studenti e insegnanti, i quali hanno potuto sperimentare personalmente come progettare e stampare in 3D, il processo di fabbricazione di un oggetto e i vantaggi e i limiti che questa tecnologia può avere, con ricadute positive e stimolanti sul processo di insegnamento/apprendimento.

La seconda fase del progetto è partita proprio all’inizio dell’emergenza. Dopo una prima fase di sconforto, grazie alle competenze di team building, dice Alessia Di Francesca, project manager del centro CEIPES, si è riusciti a riorganizzare le attività e a pianificarle in modo diverso e con strumenti digitali che hanno permesso di svolgere l’attività di implementazione nel migliore dei modi. Abbiamo portato a termine i due meeting conclusivi con i partenariati strategici di ogni singolo progetto, mostrando e discutendo i risultati ottenuti nel migliore dei modi.