L’istituto Paolo e Rita Borsellino di Valenza, nell’alessandrino, si dimostra ancora una volta attento alle esigenze dei propri dipendenti e del territorio. Il dirigente scolastico Maurizio Primo Carandini ha deciso infatti, mentre tutto il Paese sta affrontando la quarta ondata di calore di questa estate, di rendere la propria scuola un vero e proprio “rifugio climatico”.
Ecco cosa ha detto in un comunicato pubblicato sul sito della scuola. “Come combattere queste temperature alte e l’umidità a Valenza? Semplice, uscendo di casa. No, non sono impazzito. Basterebbe attivare i RIFUGI CLIMATICI nella nostra città. Teatro, centro comunale di cultura se opportunamente climatizzate (utilizzando ad esempio rinfrescamento con acqua di falda) al fine di offrire benessere e cultura nello stesso tempo”.
“Il rifugio climatico è un luogo pubblico ad accesso libero e gratuito che offre ristoro dalle temperature estreme, pur mantenendo le sue regolari funzioni. Non è un pronto soccorso, non è un dormitorio: è uno spazio già esistente – una biblioteca, un parco ombreggiato, un museo, un centro di quartiere – identificato, mappato e segnalato come punto di riferimento per chiunque abbia bisogno di sollievo dal caldo. Una biblioteca, un museo…e perché no la scuola? Ma a noi non piace parlare, parlare, parlare ma AGIRE!”.
“Dalle teorie ai fatti: da lunedì 10 agosto sino a venerdì 21 agosto, dalle 7.45 alle 13.15, il nostro istituto mette a disposizione delle persone più a rischio (anziani, malati cronici, bambini e persone sole) un’aula climatizzata. Sarà sufficiente telefonare e accordarsi per l’accesso. Un modo per ritornare a scuola e resistere alla canicola estiva”.
L’idea, in effetti, è “nell’aria”. Tra le soluzioni urbane per l’adattamento, alcune città stanno ripensando gli spazi pubblici come rifugi climatici, luoghi capaci di garantire protezione e comfort termico durante le giornate in cui si registrano temperature elevate. Se n’è parlato l’anno scorso al Politecnico di Torino in un incontro a cui ha partecipato anche l’Assessora alle Politiche Educative, Giovanili e di Rigenerazione Urbana.
In particolare si è discusso della possibilità di trasformare i cortili scolastici torinesi rendendoli, appunto, veri e propri rifugi climatici.
Con il progetto Più fresco per tutti!, realizzato nell’ambito del protocollo Unicittà, il Comune di Trento ha di recente avviato un percorso innovativo che trasforma quattro cortili scolastici della città in veri e propri cortili climatici, progettati per diventare spazi verdi multifunzionali, in grado di migliorare la qualità della vita di studenti e studentesse, insegnanti e di tutta la comunità, non solo scolastica, in quest’epoca caratterizzata da ondate di calore sempre più intense. L’iniziativa è stata presentata lo scorso 27 luglio.
Dopo aver deciso di aiutare alcuni collaboratori scolastici fuori sede con un contributo di cinquanta euro, dalle sue tasche, ai suoi collaboratori scolastici del Sud che hanno dovuto affrontare una ingente spesa per passare le vacanze di Natale nella propria regione d’origine, il preside la scorsa primavera ha deciso di fare qualcosa di simile in tempo di caro carburante.
“Ho riflettuto molto e ho pensato di dedicarmi agli assistenti amministrativi che ogni giorno prendono la loro vettura per recarsi al lavoro al Borsellino e che hanno da sempre dimostrano e che dimostreranno con le proprie scelte un vero senso di appartenenza al nostro istituto”, ha esordito.
“Si presenta il tema palese della diseguaglianza, ovvero, di chi abita a Valenza e chi fuori Valenza, tradotto in soldoni chi ha lo stipendio mutilato dalle spese auto e chi no. Ho verificato che 4 assistenti amministrativi presentano le seguenti caratteristiche: continuità di servizio, sono residenti fuori Valenza e hanno un profondo senso di appartenenza palesato e confermato dalle scelte future. Per la cronaca, si tratta di dipendenti che lavorano 36 ore la settimana e che percepiscono circa 1300 euro al mese.
“A questo punto ho deciso di attivare con un segno di riconoscimento e riconoscenza: fringe benefit. E’ noto che il fringe benefit (beneficio accessorio) è un tipo di emolumento retributivo corrisposto a particolari categorie di lavoratori dipendenti in aggiunta alla retribuzione. Aprile, maggio e giugno, per questi tre mesi ho riconosciuto un contributo in denaro alle quattro assistenti amministrative che utilizzano l’auto per recarsi al lavoro prendendo differenziazioni rispetto ai km da percorrere”.
“Si badi bene, a scanso di equivoci: ho riconosciuto! Lo ribadisco affinché qualche malpensante non abbia a pensare che ho utilizzato il Fondo di Istituto e che non son passato dalla contrattazione integrativa di istituto. Della serie: con in propri soldi, ognuno è libero di fare ciò che vuole. Fiero e felice di aver premiato persone meritevoli che incarnano il senso di appartenenza, forza pulsante del nostro Istituto”, ha concluso.