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Prima Ora notizie del 4 agosto

03.08.2026

Ondata di caldo, Pacifico (Anief): “Vogliamo veramente mandare 1,3 milioni di docenti, educatori e Ata tra i banchi d’estate?”

Si parla ancora di caldo e calendario scolastico, mentre manca poco più di un mese e mezzo per il ritorno tra i banchi. Il 1° settembre, inoltre, inizia a tutti gli effetti l’anno scolastico per i docenti. Il sindacato Anief ha lanciato nuovamente l’allarme relativo al cambiamento climatico, che rischia di affaticare a causa delle alte temperature il personale scolastico anche a settembre.

Secondo Anief, per questo motivo, si dovrebbe tornare in classe il 1° ottobre. Ecco cosa ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale. “Secondo i dati esaminati da Il Sole 24 Ore, non c’è un paese tra i 27 che compongono l’Unione europea nel quale le vacanze scolastiche estive durino più che nel nostro. Qui infatti le scuole chiudono i battenti per 14 settimane l’anno: non c’è un altro paese europeo dove avvenga lo stesso”.

“E meno male! Mi chiedo come mai non si ricordi anche che abbiamo il più alto numero di ore a settimana di lezione in Europa (30) e il più alto numero di giorni di lezioni durante l’anno (200) rispetto a una media UE di 170 giorni.  Ma vogliamo veramente mandare 1,3 milioni di docenti, educatori e Ata e 7,3 milioni di studenti tra i banchi d’estate con questo cambiamento climatico? Perché non si ci sofferma sul fatto che abbiamo soltanto il 6% delle scuole climatizzate? Chi paga in termine di salute dei lavoratori e di apprendimento dei discenti?”, ha concluso il presidente Anief.

L’analisi dei dati della Commissione Europea riportati da Il Sole 24 Ore rivela che non c’è un paese tra i 27 che compongono l’Unione Europea nel quale le vacanze scolastiche estive durino più che nel nostro. Qui infatti le scuole chiudono i battenti per 14 settimane l’anno: non c’è un altro paese europeo dove avvenga lo stesso.

Il calendario scolastico è da modificare?

Si parla spesso della possibilità di ristudiare il calendario scolastico: va modificato per venire incontro alle esigenze dei lavoratori, oltre che delle famiglie? Il 72,26% degli insegnanti dice no. Il dato emerge da un sondaggio online della Tecnica della Scuola, al quale hanno partecipato centinaia di addetti ai lavori che operano in ambito scolastico, tra cui anche dei genitori di studenti.

La scuola è destinata quindi a rimanere immobile ai cambiamenti sociali? Al momento pare di sì, nonostante c’è chi si batte da tempo per cambiare il calendario scolastico. Questo è il caso del duo di mamme attiviste Mammadimerda, che anni fa ha lanciato una petizione che chiede l’apertura delle scuole anche nei mesi di giugno e luglio con attività extra scolastiche e conseguente rimodulazione delle pause durante l’anno.

I dati Eurydice

Secondo gli ultimi dati forniti da Eurydice, relativi all’anno scolastico 2025/2026, l’Italia è al primo posto dei Paesi europei per numero di giorni di vacanze estive (97 giorni) e all’ultimo per numero di giorni di pausa durante l’anno (15).

Già nel 2023 il rapporto Eurydice dal titolo “The organisation of school time in Europe” denunciava la stessa cosa: nella maggior parte dei sistemi educativi europei, gli studenti hanno a disposizione, durante il periodo estivo, tra le 8 e le 12 settimane di vacanza: si va dalle non più di 8 settimane nella Comunità francese del Belgio, in Danimarca, in alcuni Länder tedeschi, Francia, Paesi Bassi, alcuni cantoni svizzeri, Liechtenstein e Norvegia, fino a periodi di vacanza superiori alle 12 settimane in Irlanda, Grecia, Lettonia, Malta, Portogallo, Albania, Islanda e nella maggior parte delle regioni italiane.

Scuole troppo calde in estate

Ma le scuole sono pronte ad un eventuale redistribuzione delle pause didattiche? Ciò significherebbe ridurre le vacanze estive e quindi portare in classe docenti e studenti anche in alcune porzioni dei mesi più caldi dell’anno.

Al momento però si tratta di qualcosa di difficilmente praticabile: gli Open Data del Ministero dell’Istruzione e del Merito – aggiornati all’a.s. 2022/23 – visionati dalla Tecnica della Scuola, danno conto della situazione delle aule di 61.308 edifici scolastici in tutto il Paese: di questi, appena 3.966 risultano dotati di condizionatori, il 6,45% del totale. Per altri 24.888 (40,6%) i dati non sono disponibili. Per 32.462 edifici (52,95%), infine, è messo nero su bianco che i condizionatori non ci sono. Complessivamente sono 57.350 gli edifici in cui non è garantita la refrigerazione, il 93,55% del totale.

E già in questi giorni, a fine maggio, molte città italiane sono da bollino arancione se non rosso, con temperature fino a 30 e 35 gradi.

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