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Prima Ora - Notizie del 31 luglio

31.07.2026

Ondata di caldo, classi come forni già a giugno: bocciato emendamento volto a installare i condizionatori a scuola

Mentre siamo in piena quarta ondata di calore, si parla ancora della climatizzazione degli edifici scolastici. Come sarà la situazione a metà settembre, ossia quando riapriranno le scuole? Gli edifici sono pronti ad accogliere studenti e docenti con alte temperature? Si può davvero stare a scuola con temperature da 30° in poi?

Di recente, alla Camera, è stato bocciato un emendamento per installare i condizionatori nelle scuole. Ecco cosa ha detto in un reel Emma Pavanelli, del Movimento 5Stelle: “E poi ci dicono che la scuola è una priorità. Durante gli esami di maturità, tantissimi insegnanti e genitori hanno raccontato di classi trasformate in forni, studenti costretti ad affrontare prove con temperature insostenibili”.

“Il caldo non è un’emergenza passeggera: è una realtà destinata a peggiorare. Continuare a ignorarlo significa mettere a rischio la salute degli studenti, del personale scolastico e la qualità dell’apprendimento. Investire i soldi del PNRR anche nell’introduzione di condizionatori nelle scuole vuol dire investire in scuole sicure e vivibili. Bocciare una proposta del genere significa perdere un’occasione per migliorare la vita di milioni di persone. La domanda è sempre la stessa. Perché il no della maggioranza?”, ha concluso la deputata.

Il calendario scolastico è da modificare?

Si parla spesso della possibilità di ristudiare il calendario scolastico: va modificato per venire incontro alle esigenze dei lavoratori, oltre che delle famiglie? Il 72,26% degli insegnanti dice no. Il dato emerge da un sondaggio online della Tecnica della Scuola, al quale hanno partecipato centinaia di addetti ai lavori che operano in ambito scolastico, tra cui anche dei genitori di studenti.

La scuola è destinata quindi a rimanere immobile ai cambiamenti sociali? Al momento pare di sì, nonostante c’è chi si batte da tempo per cambiare il calendario scolastico. Questo è il caso del duo di mamme attiviste Mammadimerda, che anni fa ha lanciato una petizione che chiede l’apertura delle scuole anche nei mesi di giugno e luglio con attività extra scolastiche e conseguente rimodulazione delle pause durante l’anno.

I dati Eurydice

Secondo gli ultimi dati forniti da Eurydice, relativi all’anno scolastico 2025/2026, l’Italia è al primo posto dei Paesi europei per numero di giorni di vacanze estive (97 giorni) e all’ultimo per numero di giorni di pausa durante l’anno (15).

Già nel 2023 il rapporto Eurydice dal titolo “The organisation of school time in Europe” denunciava la stessa cosa: nella maggior parte dei sistemi educativi europei, gli studenti hanno a disposizione, durante il periodo estivo, tra le 8 e le 12 settimane di vacanza: si va dalle non più di 8 settimane nella Comunità francese del Belgio, in Danimarca, in alcuni Länder tedeschi, Francia, Paesi Bassi, alcuni cantoni svizzeri, Liechtenstein e Norvegia, fino a periodi di vacanza superiori alle 12 settimane in Irlanda, Grecia, Lettonia, Malta, Portogallo, Albania, Islanda e nella maggior parte delle regioni italiane.

Scuole troppo calde in estate

Ma le scuole sono pronte ad un eventuale redistribuzione delle pause didattiche? Ciò significherebbe ridurre le vacanze estive e quindi portare in classe docenti e studenti anche in alcune porzioni dei mesi più caldi dell’anno.

Al momento però si tratta di qualcosa di difficilmente praticabile: gli Open Data del Ministero dell’Istruzione e del Merito – aggiornati all’a.s. 2022/23 – visionati dalla Tecnica della Scuola, danno conto della situazione delle aule di 61.308 edifici scolastici in tutto il Paese: di questi, appena 3.966 risultano dotati di condizionatori, il 6,45% del totale. Per altri 24.888 (40,6%) i dati non sono disponibili. Per 32.462 edifici (52,95%), infine, è messo nero su bianco che i condizionatori non ci sono. Complessivamente sono 57.350 gli edifici in cui non è garantita la refrigerazione, il 93,55% del totale.

E già in questi giorni, a fine maggio, molte città italiane sono da bollino arancione se non rosso, con temperature fino a 30 e 35 gradi.

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