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Cambiare i libri di testo per cambiare le Indicazioni: Cgil-Flc dissente

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Secondo una indiscrezione pubblicata da un quotidiano nazionale qualche settimana fa il Ministro Fioroni avrebbe inviato alle Case editrici una nota riservata invitandole ad una maggiore autonomia culturale e scientifica nella realizzazione dei libri di testo.
Il messaggio riservato, messo insieme con le dichiarazioni pubbliche sulla non prescrittività delle Indicazioni Nazionali, potrebbe avere un significato piuttosto preciso: non riuscendo a cambiare le Indicazioni in tempi brevi il Ministro spera di poter almeno accontentare il “popolo della scuola” garantendo che per il prossimo anno i libri siano più variegati e meno legati agli “OSA” di morattiana memoria.
Il fronte che chiede la cancellazione della riforma Moratti dovrebbe essere soddisfatto. Invece no.
Ne parliamo con Luisa Defilippi, della segreteria nazionale di Cgil-Flc.
“Francamente mi pare che l’uscita del Ministro non sia delle migliori – afferma Defilippi – non credo che sia ciò che le scuole si aspettavano in materia di Indicazioni Nazionali”.
E ancora: “Invece di usare metodi e strumenti trasparenti il Ministro affida una ipotetica revisione delle Indicazioni ad una lettera non ufficiale che peraltro non conosciamo ancora”
“Perché per esempio il Ministro non ha informato i sindacati di questa sua iniziativa?” aggiunge Luisa Defilippi che anzi accusa esplicitamente Giuseppe Fioroni di aver finora coinvolto le scuole ben poco: “Fino a questo momento gli atti in cui il Ministro ha coinvolto la scuola e le parti sociali sono davvero pochi; non sarebbe male se Fioroni incominciasse a condividere i percorsi e le decisioni”.
Torniamo alle Indicazioni Nazionali
“Noi della Flc – ricorda Defilippi – insieme con l’Associazione Proteo abbiamo già da tempo lanciato una iniziativa politica pubblica e trasparente per la rimozione delle Indicazioni nazionali. Ci aspettavamo dal Ministro una risposta altrettanto pubblica e trasparente, mentre ora scopriamo che Fioroni pensa di risolvere il problema mettendosi d’accordo con le case editrici. Non ci siamo proprio.”
Se il Ministro pensava che la sua iniziativa potesse in qualche misura essere accolta con favore dalle forze “amiche” dovrà forse ricredersi.
Il dissenso di Cgil-Flc prelude a posizioni altrettanto negative del “movimento” e del sindacalismo di base.