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Aggiornato il 08.01.2026
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Canzone di Natale senza Gesù, scuola intimidita da striscione neofascista

Un episodio di intimidazione ha colpito una scuola primaria di Reggio Emilia nella serata di giovedì 18 dicembre. Sulla recinzione dell’istituto è comparso uno striscione con la scritta “Tornate a Gesù”, affisso da un gruppo riconducibile ad ambienti neofascisti. L’azione, firmata “Comunità militante Sacrificio e Fedeltà”, è stata anche documentata e diffusa sui social attraverso un video. Alcuni residenti, notato lo striscione, hanno avvertito la polizia; sul caso sono in corso accertamenti da parte della Digos.

L’episodio si inserisce in un clima già teso, legato alla decisione di modificare il testo del canto natalizio “Din don dan”, riadattamento italiano di “Jingle Bells”, eliminando il riferimento esplicito a Gesù. Il brano dovrebbe essere eseguito dai bambini durante la tradizionale recita di Natale. La scelta, secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, sarebbe stata motivata dall’intento di non urtare la sensibilità di alunni e famiglie non credenti o appartenenti ad altre religioni.

La vicenda ha rapidamente assunto una dimensione politica. La Lega ha duramente criticato la decisione parlando di “deriva inaccettabile”. Il capogruppo del Carroccio, Alessandro Rinaldi, ha annunciato l’intenzione di portare la questione all’attenzione del Consiglio comunale, definendo la scelta “ideologica, sbagliata e profondamente diseducativa”. Secondo Rinaldi, “cancellare Gesù non significa includere, ma negare la nostra storia, la nostra cultura e le radici della comunità reggiana”, sostenendo che il Natale abbia “un’identità chiara” e che la scuola pubblica debba educare senza “censurare o riscrivere le tradizioni”.

Al momento la scuola non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Resta da chiarire se la modifica del testo sia stata una decisione autonoma dell’insegnante che sta organizzando la recita o se sia avvenuta in seguito a segnalazioni o lamentele da parte delle famiglie. Nel frattempo, l’affissione dello striscione ha acceso ulteriormente il dibattito sulla laicità della scuola e sui confini tra inclusione, tradizione e strumentalizzazione ideologica.

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