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31.07.2025

Carne halal nelle scuole di Bologna, l’ira di un’associazione animalista: “Macellazione rituale infligge sofferenze, è accettabile?”

La recente decisione del sindaco di Bologna di autorizzare il menu halal nelle scuole, con l’intento di rispettare le scelte dei cittadini basate sulle credenze religiose, ha generato dibattito. La scelta ha portato alla luce diverse prospettive riguardo il trattamento degli animali e le pratiche alimentari.

Le ragioni dell’Associazione

Mariangela Corrieri, Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze, ha detto la sua. Da un lato, ha segnalato, il cibo vegano e vegetariano viene presentato come una scelta che preserva la vita degli animali, non limitandone la libertà né rinnegandone l’etologia, evitando l’allevamento intensivo. Secondo questa prospettiva, tali opzioni alimentari sono viste come un segno di rispetto, compassione ed empatia verso gli animali, riconosciuti come esseri senzienti capaci di provare dolore, disperazione e terrore. Viene inoltre sottolineato che l’assenza di tali opzioni non porterebbe a studenti affamati, citando l’astrofisica Margherita Hack come esempio di persona vegetariana che ha vissuto fino a 91 anni.

Dall’altro lato, i menu che includono cibi come l’halal sono stati oggetto di particolare discussione. La macellazione rituale associata a questi alimenti, risalente a oltre 2.000 anni fa, è descritta in una fonte come una “atroce tortura”. Il processo prevede che l’animale venga orientato verso la Mecca e sottoposto al taglio dei grossi vasi del collo, dell’esofago e della trachea con una lama affilata, mentre una zampa posteriore è lasciata libera per permettere all’animale di muoversi e scalciare durante un lento dissanguamento.

La critica si concentra sulla prevalenza di questo rito, considerato da una prospettiva occidentale un “rito di crudeltà”, rispetto alle normative sul benessere animale che prevedono lo stordimento obbligatorio. A supporto di questa posizione, viene evidenziato che nel 1985 la Lega Musulmana Mondiale, in collaborazione con l’OMS, avrebbe ammesso che lo stordimento elettrico possa precedere la macellazione rituale e sia conforme alla raccomandazione del Profeta di non infliggere sofferenza agli animali; viene inoltre menzionato che la Malesia, uno stato a maggioranza musulmana, non pratica la macellazione rituale.

“Noi ci auguriamo che il sindaco rifletta su quanto gli abbiamo suggerito e ammetta la deroga sullo stordimento e non sul rito halal”, ha concluso.

Le altre critiche

Come riporta La Repubblica, ad annunciare i nuovi menu nelle scuole bolognesi è stata la direttrice del dipartimento Educazione, istruzione e nuove generazioni, Veronica Ceruti, spiegando in una nota che il gestore del servizio di refezione scolastica, “ha predisposto tutte le condizioni produttive e selezionato da un noto fornitore di carne avicola italiano i prodotti provenienti da animali nati, allevati e macellati in Italia, in possesso della certificazione di macellazione conforme al rito islamico”.

La Lega parla di “un atto gravissimo di sottomissione culturale ai dettami di un integralismo che nulla ha a che fare con i valori fondanti della nostra civiltà”, come affermano, in una nota stampa, Anna Cisint, europarlamentare della Lega, e Matteo Di Benedetto, capogruppo del partito al Comune di Bologna.

“Un evidente tentativo di penetrazione ideologica nelle scuole, con l’avallo istituzionale della sinistra che governa Bologna e che sacrifica ancora una volta i valori del nostro paese sull’altare di una presunta integrazione che in realtà si traduce in sottomissione all’Islam”, scrivono, parlando poi di “una pratica tribale come la macellazione rituale che trascina con sé un sistema illiberale, patriarcale e volto, nel suo ventre più radicale, alla sovversione delle nostre istituzioni democratiche”.

Di Benedetto accusa che, in parallelo, si riducono i menu con carne nei primi o nei secondi e che così gli studenti “tornano a casa affamati”, mentre “la carne va bene, secondo il Comune, se è stata certificata da un centro culturale islamico: scelta assurda, bambini e famiglie sono costretti a mangiare in base alle posizioni ideologiche della giunta”.

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