Dopo oltre un decennio di immobilismo, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha aggiornato i tetti di spesa per i libri scolastici. Una novità che, almeno sulla carta, dovrebbe tutelare le famiglie dal caro-scuola. I tetti, infatti, sono limiti di budget che i docenti devono rispettare quando scelgono i testi da adottare, con la possibilità di sforare al massimo del 15% e solo motivando la decisione.
A fare un’analisi di ciò che è accaduto negli anni è il portale Skuola.net. Il problema è che dal 2012 i tetti non venivano aggiornati, mentre i prezzi reali hanno continuato a crescere. L’Antitrust, in un’indagine sull’editoria scolastica, ha sottolineato come i limiti fossero ormai diventati un riferimento “formale”, incapace di proteggere i bilanci delle famiglie. Risultato: cifre non più aderenti alla realtà, con la spesa scaricata direttamente sui genitori o, nel caso della scuola primaria, sugli enti locali.
Secondo i dati raccolti, nell’anno scolastico 2024/25 una famiglia con un figlio alle medie ha speso in media 580 euro, con picchi di oltre 300 euro solo per il primo anno. Ancora più pesante il conto alle superiori: fino a 1.250 euro per l’intera dotazione di testi in un anno.
Il decreto firmato dal ministro Giuseppe Valditara lo scorso marzo ha riallineato i tetti ai prezzi effettivi, con aumenti che oscillano da pochi a qualche decina di euro rispetto al 2012. Per esempio, al Liceo Classico il limite passa da 335 a 341 euro, allo Scientifico da 320 a 326, agli istituti tecnici tecnologici da 320 a 341. Nei professionali l’aumento va dai 254 euro dei servizi socio-sanitari ai 274 attuali, mentre l’Enogastronomia sale da 299 a 319.
Un passo importante, anche se il rischio è che resti un intervento isolato. La vera sfida sarà evitare che il nuovo decreto faccia la stessa fine di quello del 2012, invecchiando senza controlli. Perché, come ricorda l’Antitrust, il problema non è solo aggiornare i tetti, ma vigilare sul loro rispetto. Troppo spesso le scuole ricorrono al trucco dei “libri consigliati”, non inclusi nei conteggi, ma che finiscono comunque nello zaino e nel portafoglio delle famiglie.
Un altro nodo riguarda i libri misti, cartacei con allegati digitali, che rappresentano ormai il 95% delle adozioni. La normativa prevede uno sconto del 30% per i testi totalmente digitali e del 10% per i misti. Ma in realtà, come sottolinea l’AGCM, sarebbe necessario un ulteriore abbattimento dei tetti, dato che la digitalizzazione non si è tradotta in un vero risparmio.