Ci siamo: la Carta Docente, attesa da migliaia di insegnanti e rimasta inutilizzabile dallo scorso 31 agosto, sarà attivata il 9 marzo e varrà 383 euro.
“Una platea complessiva di beneficiari di oltre 1 milione di docenti“, si legge in una nota del Ministero dell’Istruzione e del Merito, “oltre 200.000 in più rispetto allo scorso anno quando c’era già stato un incremento, per un totale di 253.000 docenti in più rispetto a quelli previsti originariamente dalla Carta. Si dà, in questo modo e nell’ottica di una sempre maggiore valorizzazione professionale dei docenti, un’ulteriore risposta ad alcune sentenze che dal 2021 avevano prospettato la necessità di allargare la platea dei beneficiari“.
A questo importo, su volontà del Ministro Giuseppe Valditara, si aggiungono ulteriori 281 milioni, 11 milioni in più rispetto ai 270 già annunciati, da destinare alla formazione e all’aggiornamento dei docenti e per l’acquisto, da parte delle istituzioni scolastiche, di tablet, personal computer, dispositivi digitali, libri e sussidi didattici da concedere in comodato d’uso agli insegnanti.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ha rotto il silenzio sulla Carta Docente con un video del 5 febbraio. “Aumentano i fondi dei servizi per la Carta Docente e aumenta anche la platea degli utilizzatori”, aveva detto il ministro. “Abbiamo infatti deciso di aggiungere ai 400 milioni che ogni anno sono destinati a finanziare la carta docente altri 270 milioni di euro tratti dai fondi europei. Inoltre, abbiamo aggiunto 253.868 utilizzatori, ovvero i precari fino al 30 giugno e il personale educativo“.
“Cerchiamo di spiegare meglio il funzionamento della nuova carta e quali sono le finalità”, aveva detto ancora il Ministro. “Innanzitutto, dobbiamo ricordare che la carta docente per legge può essere impiegata soltanto per finalità di formazione. La carta docente era stata concepita male perché si riferiva soltanto al personale di ruolo, ma dal 2021 alcune sentenze hanno condannato lo Stato ad estenderla anche ai docenti precari. Queste sentenze non erano mai state adempiute; noi abbiamo iniziato lo scorso anno e quest’anno abbiamo completato l’adempimento di queste sentenze affinché giustamente anche i precari possano godere di questo benefit“.
“In questi 4 anni”, aveva aggiunto Valditara, “sono stati spesi 1 miliardo e 323 milioni di euro, utilizzati con queste finalità: il 60,5% delle risorse è stato impiegato per l’acquisto di hardware e software (tablet e computer), il 28% per l’acquisto di libri e il 6% per spese di formazione. Abbiamo deciso di potenziare i servizi per la formazione: il docente potrà continuare a utilizzare la carta, ma per l’acquisto di tablet, computer o libri potrà passare dalla sua scuola. Infatti, alle scuole saranno destinati i 270 milioni di euro di fondi europei, che acquisteranno i dispositivi o i testi per darli poi in comodato ai docenti. Per queste attività aggiuntive, il personale sarà pagato in più con i fondi europei“.
“Si libereranno dunque risorse importanti sulla carta docente che abbiamo deciso di destinare anche ad altri servizi”, aveva puntualizzato il ministro, “da quest’anno, infatti, saranno utilizzabili pure per le spese di trasporto, inclusi gli abbonamenti sui mezzi pubblici. L’idea di fondo è distinguere i costi della formazione — che dovranno essere sempre più a carico dei fondi europei e gestiti dalle scuole — dai costi inerenti alla carta docente, che dovrà essere sempre più una carta di welfare, estesa in prospettiva anche al personale ATA. In questo senso, intendiamo completare il percorso già avviato con l’assicurazione sanitaria per tutto il personale, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e in itinere, e una serie di scontistiche“.
Gli ultimi chiarimenti ufficiali, prima del 5 febbraio, risalivano al 29 ottobre scorso ed erano arrivati dalla sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti. «Non ci sono ritardi o impedimenti nell’erogazione della Carta – ha spiegato –. L’estensione della platea dei destinatari richiede, per sua natura, una modifica delle tempistiche di attribuzione. È necessario attendere l’individuazione di tutti i beneficiari. La Carta potrà essere assegnata solo una volta definita la platea dei supplenti fino al termine delle attività didattiche, ovvero a partire dal mese di gennaio di ogni anno».
Il 28 ottobre, con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola è diventato legge: si tratta del decreto 9 settembre 2025, n. 127, che introduce misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
Il 28 ottobre, con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola è diventato legge, il decreto 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
Al suo interno ci sono importanti novità sulla Carta del docente. Ecco cosa cambia, come avevamo anticipato.
All’interno del provvedimento sono previste importanti modifiche anche per la Carta del Docente. In particolare, la platea dei beneficiari viene ampliata di circa 190mila unità: il bonus sarà infatti esteso ai supplenti annuali, a quelli con contratto fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) e al personale educativo.
A partire dall’anno scolastico 2025/2026, inoltre, la Carta potrà essere utilizzata per l’acquisto di hardware e software esclusivamente in occasione della prima erogazione e, successivamente, con cadenza quadriennale. Chi ha già beneficiato della Carta negli anni precedenti al 2025/26 potrà comunque utilizzarla per hardware e software nell’anno scolastico 2025/26 e poi ogni quattro anni.
Tra le novità figura anche la possibilità di impiegare il bonus per l’acquisto di servizi di trasporto di persone.