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03.07.2026

Carta del docente allargata ai trasporti, Castellana (Gilda): “Le grandi aziende non hanno interesse a fare le convenzioni”

La carta del docente allargata ai trasporti non convince la categoria, come emerge dal sondaggio esclusivo della Tecnica della Scuola, e anche la Gilda degli Insegnanti è molto critica. A dirlo, nell’ultima puntata di Scuola Talk, è Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale del sindacato. “Per utilizzare la Carta in questo modo, ammesso che le convenzioni venissero attivate, devo generare il bonus, cercare chi è convenzionato, usare una piattaforma che ha un costo e che spesso si blocca. Sarebbe più semplice usare il codice fiscale: vado in libreria o compro un biglietto, do il codice fiscale e il dato viene trasmesso all’Agenzia delle Entrate, come accade per le medicine in farmacia“.

L’allargamento ai trasporti, insomma, sarebbe un fallimento. “Le grandi aziende come Trenitalia non hanno interesse a fare convenzioni perché per loro è solo ulteriore burocrazia a fronte di guadagni minimi”, denuncia Castellana. “In altri Paesi civili i trasporti per gli insegnanti sono gratuiti, o ridotti tramite un tesserino, come già avviene per le forze armate”. Con uno strumento unico, prosegue il coordinatore della Gilda, “il docente dovrebbe poter entrare gratis nei musei, ai concerti e viaggiare sui mezzi senza dover ogni volta generare bonus sulla piattaforma”. Quello che avviene adesso, attacca il sindacalista. “Dobbiamo smetterla di complicare la vita ai docenti“.

Anche altri aspetti della “nuova” carta del docente preoccupano la Gilda. “La rimodulazione sull’hardware, ad esempio, sembra quasi punitiva per colpa di qualche furbetto”, dice Castellana. “Molti colleghi, specie i più anziani, hanno difficoltà con la piattaforma e si rivolgono alle nostre sedi per generare i bonus”. Per l’attivazione, inoltre, resta necessario l’uso dello SPID, Sistema Pubblico di Identità Digitale, “che da qualche mese è a pagamento”. Sullo sfondo, resta la critica più generale alla misura, considerata insufficiente ad affrontare il tema dei salari nel comparto istruzione. “Il serio problema stipendiale non si risolve con queste mancette”, conclude Castellana.

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