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Aggiornato il 27.01.2026
alle 10:22

Carta del docente e Maturità 2026, settimana decisiva per la scuola: si sblocca tutto entro la fine di gennaio?

Settimana decisiva per il mondo della scuola: entro la fine di gennaio (il 31 di questo mese cade il prossimo sabato), dovrebbero essere pubblicati due decreti. Uno sulla maturità 2026 e uno sulla Carta Docente 2026.

Carta Docente 2026 a breve?

Entro la fine di gennaio dovrebbe finalmente sbloccarsi la Carta Docente, attesa da migliaia di insegnanti e rimasta inutilizzabile dallo scorso 31 agosto. È la prima volta che, al rientro in classe dopo le vacanze natalizie, i docenti si sono trovati senza il tradizionale bonus da 500 euro e senza certezze sull’importo previsto per il 2026.

Il decreto interministeriale è atteso entro il 30 gennaio e, se i tempi saranno rispettati, l’accredito potrebbe arrivare nel mese di febbraio. Al momento, però, alla data del 26 gennaio, resta ancora ignoto l’ammontare della Carta Docente per il 2026: non è affatto scontato che venga confermata la cifra di 500 euro erogata negli anni precedenti.

I chiarimenti di Frassinetti

A dare gli ultimi chiarimenti di cui siamo in possesso, lo scorso 29 ottobre, è stata la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti. Ecco le sue parole: “Si precisa che non ci sono ritardi o impedimenti nell’erogazione della Carta: l’estensione della platea dei destinatari richiede per sua natura che vengano mutate le tempistiche per l’attribuzione della Carta. Bisogna attendere di individuare tutti i beneficiari. Potrà essere assegnata solo quando potrà essere individuata la platea dei supplenti fino al termine delle attività didattiche ovvero a partire dal gennaio di ogni anno”.

Il 28 ottobre, con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola è diventato legge, il decreto 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.

Carta docente, cosa cambia

Al suo interno ci sono importanti novità sulla Carta del docenteEcco cosa cambia, come avevamo anticipato.

  • Si estende l’applicazione della Carta ad altri 190mila precari: si parla di assegnarla a supplenti annuali ma anche a quelli con contratto di supplenza fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) nonché al personale educativo.
  • A decorrere dall’anno scolastico 2025/2026, la Carta potrà essere utilizzata per l’acquisto di hardware e software, esclusivamente in occasione della prima erogazione della stessa e, successivamente, con cadenza quadriennale. Coloro che hanno percepito la Carta in uno degli anni scolastici precedenti al 2025/26, possono utilizzarla per l’acquisto di hardware e software nell’anno scolastico 2025/26 e, successivamente, con cadenza quadriennale;
  • La Carta potrà essere utilizzata per l’acquisto di servizi di trasporto di persone;
  • Sarà un decreto interministeriale, da emanare ogni 30 gennaio, a definire i criteri e le modalità di assegnazione della carta e a dividerne annualmente l’importo nominale della stessa sulla base del numero dei docenti aventi diritto.

Maturità 2026, decreto in arrivo

Cosa cambierà alla Maturità 2026? La riforma dell’esame di stato si traduce in alcuni articoli nel decreto legge n. 127, del 9 settembre scorso, sulle “misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026”, denominato anche Dl Maturità.

Il decreto è diventato legge lo scorso 28 ottobre con l’approvazione definitiva alla Camera. Come si svolgerà il prossimo esame di maturitàCosa cambia per docenti e studenti?

Riforma Maturità: da sei commissari a quattro

Le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri anziché sette, di cui due internidue esterni e un presidente esterno. Contestualmente, aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e 11 milioni nel 2027. Rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90, e non più da 97.

Riforma Maturità: addio alla denominazione “esame di stato”

Il cambiamento è anche formale: si passa dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno all’”Esame di Maturità”.

Esame di Maturità, non si potrà superare se non si sostiene la prova orale

Inoltre, ci sono importanti novità in merito al colloquio: questo si svolgerà su quattro discipline individuate dal Ministero a gennaio con decreto, non si potrà superare l’esame se non si sostiene la prova orale. In questi ultimi giorni del mese, quindi, si conosceranno le materie scelte.

Questa è una risposta al boom di casi di studenti che hanno fatto scena muta per protesta nel corso dell’esame di maturità 2025.

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