Siamo arrivati al 3 febbraio: entro la fine di gennaio doveva sbloccarsi la Carta Docente, attesa da migliaia di insegnanti e rimasta inutilizzabile dallo scorso 31 agosto. È la prima volta che, al rientro in classe dopo le vacanze natalizie, i docenti si sono trovati senza il tradizionale bonus da 500 euro e senza certezze sull’importo previsto per il 2026.
Il decreto interministeriale era atteso entro il 30 gennaio. Al momento, però, alla data di oggi, resta ancora ignoto l’ammontare della Carta Docente per il 2026: non è affatto scontato che venga confermata la cifra di 500 euro erogata negli anni precedenti.
Una cosa è certa: la dicitura “i voucher per l’anno scolastico 2025/2026 saranno disponibili a partire dal mese di gennaio 2026″ è stata smentita.
Flc Cgil non ci sta: con un comunicato il sindacato ha annunciato di aver “già dato mandato ai propri legali per presentare una diffida e messa in mora del MIM per chiedere il rispetto dei diritti dei docenti”.
“Resta per noi aperta l’iniquità (da superare) della scelta fatta dal legislatore di escludere gli ATA da questo benefit legato alla formazione in servizio”, queste le loro parole.
“Come FLC CGIL abbiamo ripetutamente denunciato l’inopportunità di spostare la comunicazione dell’importo disponibile a gennaio quando, negli anni passati, tale comunicazione avveniva entro settembre, permettendo così ai docenti di pianificare con congruo anticipo le attività di formazione e l’acquisto di strumenti funzionali alla didattica. Ora l’anno scolastico è in fase avanzata e i docenti non conoscono né le tempistiche di erogazione, né l’entità effettiva del bonus (che rischia di essere inferiore ai 500 euro degli anni precedenti per includere giustamente tra i beneficiari anche i docenti precari ma senza però ampliare il fondo disponibile)”, aggiungono.

Gli ultimi chiarimenti ufficiali risalgono al 29 ottobre scorso ed erano arrivati dalla sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti. «Non ci sono ritardi o impedimenti nell’erogazione della Carta – ha spiegato –. L’estensione della platea dei destinatari richiede, per sua natura, una modifica delle tempistiche di attribuzione. È necessario attendere l’individuazione di tutti i beneficiari. La Carta potrà essere assegnata solo una volta definita la platea dei supplenti fino al termine delle attività didattiche, ovvero a partire dal mese di gennaio di ogni anno».
Il 28 ottobre, con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola è diventato legge: si tratta del decreto 9 settembre 2025, n. 127, che introduce misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
Il 28 ottobre, con l’approvazione definitiva alla Camera dei Deputati, il Decreto Scuola è diventato legge, il decreto 9 settembre 2025, n. 127, recante misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026.
Al suo interno ci sono importanti novità sulla Carta del docente. Ecco cosa cambia, come avevamo anticipato.
All’interno del provvedimento sono previste importanti modifiche anche per la Carta del Docente. In particolare, la platea dei beneficiari viene ampliata di circa 190mila unità: il bonus sarà infatti esteso ai supplenti annuali, a quelli con contratto fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) e al personale educativo.
A partire dall’anno scolastico 2025/2026, inoltre, la Carta potrà essere utilizzata per l’acquisto di hardware e software esclusivamente in occasione della prima erogazione e, successivamente, con cadenza quadriennale. Chi ha già beneficiato della Carta negli anni precedenti al 2025/26 potrà comunque utilizzarla per hardware e software nell’anno scolastico 2025/26 e poi ogni quattro anni.
Tra le novità figura anche la possibilità di impiegare il bonus per l’acquisto di servizi di trasporto di persone.
Infine, sarà un decreto interministeriale, da emanare ogni anno entro il 30 gennaio, a stabilire criteri e modalità di assegnazione della Carta Docente e a definire l’importo nominale annuale, che potrà variare in base al numero dei docenti aventi diritto.